Il presidente degli arbitri in Turchia, Ferhat Gündogdu, è stato arrestato e posto sotto custodia insieme ad altre sei persone. L'operazione, condotta il 29 settembre 2026, si inserisce in un'indagine più ampia che coinvolge il sistema arbitrale del calcio turco. Il caso riguarda direttamente il Comitato centrale degli arbitri della Federazione calcistica turca, e le autorità lo presentano come un'azione mirata a garantire la regolarità delle procedure arbitrali.

L'arresto di Gündogdu e l'indagine estesa

Ferhat Gündogdu, che ricopre la carica di presidente del Comitato centrale degli arbitri della Federazione calcistica turca, è il principale destinatario del provvedimento di custodia.

Insieme a lui, sono stati coinvolti il vicepresidente dell'organismo e altri cinque sospettati. L'indagine si è estesa su quattro province del Paese, suggerendo un'operazione coordinata e non circoscritta a una singola località, ma ramificata in diverse aree del territorio turco.

Il ministro della Giustizia, Akin Gurlek, ha collegato l'operazione all'obiettivo di tutelare la credibilità del calcio, dichiarando l'impegno a "lavorare per un calcio pulito". Le sue affermazioni fanno riferimento al corretto funzionamento delle strutture preposte alla valutazione degli arbitri, all'assegnazione delle partite e alla verifica del rispetto dei regolamenti interni. Al centro dell'indagine, come indicato dal ministro, vi sarebbero "presunte interferenze nelle valutazioni degli arbitri, nelle designazioni per le partite, nei processi di valutazione e indicazione, nonché nelle verifiche dell'applicazione del regolamento".

Dettagli dell'operazione e le accuse

Il ministro Gurlek ha anche fornito dettagli sulle fasi operative, comunicando che "perquisizioni giudiziarie sono state condotte nelle loro case, luoghi di lavoro e uffici". Questa dichiarazione circoscrive il raggio d'azione degli accertamenti a tutti gli ambienti privati e professionali collegati agli indagati. La misura della custodia cautelare per Gündogdu, il vicepresidente e i cinque sospettati rimane il fulcro di una vicenda che investe direttamente la gestione arbitrale e le procedure che determinano le designazioni delle partite.

Sviluppi dell'inchiesta

Secondo alcune ricostruzioni locali, l'indagine avrebbe preso avvio dalla denuncia presentata da un ex arbitro. Questo elemento aggiunge un ulteriore tassello al quadro investigativo che mira a chiarire le dinamiche interne al sistema arbitrale turco.