La Francia si è unita al fronte delle federazioni contrarie alla rielezione di Gianni Infantino alla presidenza della FIFA. Questa posizione è stata ufficialmente formalizzata dal comitato esecutivo della Federazione francese di calcio (FFF), che ha pienamente approvato la linea del presidente Philippe Diallo. Tale decisione è stata presa in vista dell'importante congresso elettivo, fissato per il 18 marzo nella città di Rabat, in Marocco. La presa di posizione della Francia non è isolata, ma si aggiunge a quella già espressa dal Belgio, che in precedenza aveva annunciato di non voler concedere il proprio sostegno a un nuovo mandato dell'attuale numero uno del calcio mondiale.

Il quadro politico che emerge è sempre più definito: una porzione significativa e crescente del calcio europeo sta manifestando un chiaro dissenso riguardo al metodo con cui la FIFA ha gestito una serie di scelte considerate sia strategiche che disciplinari. Gianni Infantino, che ha già confermato la sua intenzione di ricandidarsi ed è, al momento, l'unico candidato ufficialmente dichiarato, si trova ora di fronte a un fronte di federazioni che richiede con insistenza una maggiore trasparenza nei processi decisionali e una revisione del rapporto con le confederazioni continentali.

La posizione della Federazione francese

Il comitato esecutivo della FFF ha dunque ratificato la posizione del suo presidente, Philippe Diallo, esplicitamente contrario alla rielezione di Infantino.

Il dirigente francese, che ricopre anche il ruolo di membro del comitato esecutivo dell'UEFA, agisce in piena sintonia con l'organismo europeo e con il suo presidente, Aleksander Ceferin. La frattura tra la FIFA e queste federazioni riguarda, tra gli altri aspetti, anche il controverso progetto, successivamente abbandonato, di aprire a fondi privati una quota significativa delle entrate generate dalla Coppa del Mondo. Questo piano aveva suscitato forti e diffuse resistenze, poiché era stato percepito come un'iniziativa poco condivisa e potenzialmente in grado di alterare in modo sostanziale gli equilibri economici del calcio a livello internazionale.

Diallo aveva già espresso in precedenza le sue riserve riguardo alle dotazioni economiche che la FIFA aveva destinato alle nazionali nell'ultima edizione della Coppa del Mondo, ritenendole insufficienti se confrontate con i premi previsti per il Mondiale per club, un torneo fortemente voluto da Infantino.

Al centro delle critiche più persistenti rimane, in particolare, la scarsa consultazione e concertazione su decisioni ritenute di importanza strategica cruciale. La Francia, pertanto, non si limita a esprimere un dissenso isolato o episodico; la sua posizione si inserisce in un contesto di contrasto più ampio e strutturato che investe il modello stesso di governo della FIFA.

Il Belgio e le richieste di chiarezza

Anche il Belgio ha motivato ufficialmente il ritiro del proprio sostegno, denunciando apertamente una "mancanza di trasparenza" e significative carenze in termini di "governance" ai vertici della FIFA. La federazione belga, attraverso le sue dichiarazioni, ha inoltre richiesto con fermezza "una trasparenza totale e spiegazioni chiare" in merito al caso Folarin Balogun. Questa richiesta sottolinea l'esigenza di maggiore chiarezza e responsabilità nelle dinamiche decisionali e gestionali dell'organismo calcistico mondiale.