Il 16 settembre 2026, a Roma, l’attenzione investigativa su Claudio Lotito e sulla S.S. Lazio si concentra su alcune informazioni circolate attorno al presidente e alla società biancoceleste. Il quadro è quello di un’inchiesta per aggiotaggio e manipolazione del mercato: la Lazio è quotata in Borsa e, secondo l’ipotesi della Procura di Roma, quelle ricostruzioni avrebbero potuto incidere sulla percezione pubblica del club e della sua proprietà.
La contestazione verso Lotito accompagna da anni il rapporto tra una parte della tifoseria e la società.
In questa vicenda, però, il punto non è la semplice critica sportiva o gestionale. Gli inquirenti stanno verificando se alcune notizie considerate false siano state diffuse dentro un possibile “disegno unitario”, con l’obiettivo di destabilizzare la S.S. Lazio e spingere il presidente a cedere il club sotto la pressione mediatica e della piazza.
Le accuse più pesanti sotto esame
Il primo punto riguarda la voce “Lotito vuole far retrocedere la Lazio”. Secondo la ricostruzione finita al vaglio della Procura, sarebbe stata diffusa l’idea che il presidente avesse interesse a portare volontariamente la squadra in Serie B per incassare il cosiddetto “paracadute”, indicato in circa 35 milioni di euro.
Per gli inquirenti questa informazione sarebbe falsa e attribuirebbe a Lotito la volontà di danneggiare sportivamente la propria squadra per ottenere un vantaggio economico.
Il secondo filone riguarda la formula “La Lazio sta per essere venduta”. Nel corso dei mesi sono circolate indiscrezioni su una presunta cessione imminente del controllo societario e sull’esistenza di un acquirente già interessato. Anche questo elemento è oggetto di verifica, per capire se la diffusione di tali informazioni rientrasse in una strategia mirata ad aumentare la pressione sul presidente.
L’offerta attribuita a JP Morgan e il nodo economico
Un terzo passaggio riguarda la voce “Esiste un’offerta da 450 milioni”.
Il 31 maggio 2026 era stata pubblicata la notizia di una presunta proposta di JP Morgan per acquistare la Lazio. Negli atti dell’inchiesta, secondo la ricostruzione riportata, quell’offerta non sarebbe mai esistita: il rilievo è: