La Juventus guarda al futuro non soltanto cercando sul mercato volti nuovi ma anche confermando quelli che attualmente popolano la rosa bianconera. Da questa necessità nascerebbe l' ultima indiscrezione che vorrebbe Carnevali e Massara a lavoro per far firmare 3 uomini chiave del progetto affidato a Luciano Spalletti, Kalulu, Conceicao e Nico Gonzalez. Se per il primo i dialoghi fra le parti sarebbero già avviati da giorni, per gli altri due si tratterebbe di una novità. Sia il portoghese che l'argentino infatti, sarebbero stati due uomini mercato per la vecchia signora, disposta in estate a sacrificare entrambi a fronte di una grande offerta che però non è mai arrivata.
Da qui la permanenza e il successivo impiego di Spalletti, che in poche settimane ha tramutato due uomini a rischio cessione in due protagonisti assoluti.
Atalanta, anche i bergamaschi a caccia del rinnovo di un big
Anche in casa Atalanta si starebbe parlando del tema rinnovi: sul tavolo, Cristiano Giuntoli avrebbe infatti aperto il dossier legato al futuro di Giorgio Scalvini, difensore recentemente accostato al Newcastle e al Milan. Il piano del direttore sportivo nerazzurro sarebbe quello di prolungare nello stretto giro delle prossime settimane un contratto che attualmente scadrebbe nel 2028. Secondo quanto riferito dal giornalista Fabrizio Romano su Youtube, le parti sarebbero molto vicine anche se non sono ancora note le cifre del possibile adeguamento economiche e la data di scadenza del nuovo accordo.
Napoli, l'insider Damiano Coccia si schiera accanto ad Allegri
Intanto il KO incassato dal Napoli contro l'Arsenal in Champions League sta facendo discutere sul web. L' insider Damiano Coccia è quindi voluto andare contro la massa di tifosi inviperiti nei confronti di Allegri per la prestazione fatta dai campani sottolineando su X: "Senza Allegri in panchina la partita sarebbe finita 0 a 6 in favore dell'Arsenal". Un messaggio che va completamente in contrapposizione con chi sostiene invece che il tecnico toscano abbia attuato una strategia fin troppo conservativa. Una critica che accompagna il percorso del livornese ormai dai tempi della seconda esperienza alla Juventus.