Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, è tornato a esprimersi sul caso tesseramento che lo vede coinvolto, intervenendo a Roma il 10 settembre 2026, a margine degli Stati Generali degli Eventi. La vicenda, che riguarda l'interpretazione dei requisiti per la sua posizione federale, continua a generare dibattito nel panorama del calcio italiano.

La replica sul caso

Il presidente Malagò ha espresso con chiarezza la sua posizione sul caso tesseramento: "Ha dell’incredibile", ha dichiarato. Ha precisato che non si tratta di un cavillo, bensì di una "dinamica interpretativa", sottolineando come sia "strano che valga solo ad personam".

Malagò ha ammesso di essersi aspettato alcune vicende, ma non una tale persistenza, definendola una "affettuosa ossessione", sebbene parte della vita. Nonostante ciò, ha ribadito la sua serenità. Il fulcro della sua replica risiede in questa distinzione tra tecnicismo e interpretazione mirata. Il presidente federale ha poi evidenziato il positivo lavoro degli ultimi due mesi: "Siamo abituati alle difficoltà da sempre, ma ci sono state cose anche importanti e belle in questi due mesi". Ha richiamato il clima costruttivo nell'area tecnica, con "entusiasmo e complicità, tante sinergie tra Ranieri, Zola e Mancini", lasciando al campo il verdetto finale.

Il dossier Euro 2032

Una delle domande poste a Malagò ha riguardato il potenziale impatto della vicenda sul dossier Euro 2032.

La sua risposta è stata prudente: "Se rispondessi no, non sarei sincero, ma se rispondessi sì, sbaglierei, perché non devo dare preoccupazioni". Il presidente non ha escluso del tutto possibili ricadute, ma ha evitato di alimentare un allarme pubblico, mantenendo un approccio misurato sulla questione.

Il quadro della candidatura

La vicenda del tesseramento si inserisce in un contesto più ampio. Già il 9 settembre 2026, a Milano, Malagò aveva incontrato la Lega di B e il presidente della Serie A, Ezio Simonelli. In quell'occasione, aveva ribadito con fermezza: "Sono sereno" e "Non sono preoccupato". Il punto cruciale della discussione verte sull'interpretazione dell'articolo 29 dello Statuto della FIGC, che disciplina il requisito dell'"essere in regola con il tesseramento". Dopo l'incontro con i presidenti della Lega di B, durato circa mezz'ora, era stato affrontato anche il tema del rilancio del calcio, con particolare attenzione allo sviluppo dei giovani.