Il 22 settembre 2026, da Roma, Roberto Mancini riapre il cantiere azzurro della Nazionale italiana. Con una maxi convocazione di 34 giocatori e nove esordienti, il CT avvia un nuovo ciclo per la Nations League, partendo venerdì all'Olimpico contro il Belgio. Un approccio che richiama il metodo di rifondazione di Fulvio Bernardini.
Mancini torna alla guida azzurra con il peso di un strappo recente, legato all'esperienza araba. Questa parentesi ha oscurato i trionfi (titolo europeo 2021, 37 risultati utili consecutivi) e le sconfitte (eliminazione mondiale dopo il ko con la Macedonia del Nord).
La priorità è ricostruire identità, ottenere risultati e rinsaldare il senso di appartenenza alla Nazionale.
La strategia della convocazione allargata
La lista ampia non si limita ai 34 convocati. Con i 25 dell'Under 21 di Baldini, circa sessanta giocatori sono sotto osservazione per il nuovo ciclo. L'obiettivo è allargare il bacino di selezione, valutare profili diversi e trovare un nucleo che riaccenda il rapporto con i tifosi.
Il modello di Fulvio Bernardini
Il parallelo storico è con Fulvio Bernardini, 'Fuffo', che 52 anni fa, a 69 anni, fu chiamato a risollevare una Nazionale in crisi. Dopo il declino post-Europeo 1968 e finale mondiale 1970, e il crollo ai Mondiali del 1974 (eliminazione per mano della Polonia), Bernardini agì radicalmente.
Nell'agosto 1974, percorse 2000 km in auto per visitare ritiri, parlare con giocatori e tecnici, e convocare decine di calciatori a Coverciano, anche da Serie B, per allargare la base di osservazione.
Bernardini cercava giocatori con 'piedi buoni', ignorando le critiche. Contro l'Olanda di Cruyff e Neeskens, fece esordire Rocca, Roggi, Orlandini, Zecchini e Antognoni; la partita finì 3-1 per i vicecampioni del mondo. Per un netto cambio di pagina, escluse veterani come Mazzola e Rivera. Il suo credo era: «Voglio una squadra – affermava – che giochi a tutto campo, con interscambi. Chi non corre, non gioca. Senza portar troppo palla, cercare passaggi veloci. E voglio eclettici, giocatori capaci di adattarsi».