Centinaia di tifosi dell’Inter si sono radunati commossi davanti alla storica basilica di Sant’Ambrogio, nel cuore di Milano, per tributare l’ultimo, sentito saluto a Sandro Mazzola, una delle più grandi leggende del calcio italiano. L’atmosfera era intrisa di profondo rispetto e gratitudine per l’uomo e il campione che ha segnato un’epoca. Nel luogo sacro della cerimonia funebre, si sono uniti in un abbraccio ideale calciatori, ex protagonisti nerazzurri, dirigenti sportivi e semplici appassionati, tutti raccolti attorno alla memoria indelebile di un simbolo riconosciuto della storia interista e nazionale.
Tra le numerose personalità presenti, spiccavano diversi nomi che hanno scritto pagine importanti del club milanese. C’era Aristide Guarneri, illustre compagno di squadra di Mazzola, che ha condiviso con lui la gloria di due Coppe dei Campioni e la vittoria del Campionato Europeo con la Nazionale italiana nel 1968. Hanno partecipato anche altre figure iconiche come Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo e Ivan Ramiro Cordoba, tutti ex calciatori che hanno indossato con orgoglio la maglia nerazzurra. Un momento di particolare rilievo è stato l’ingresso del presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, il quale ha voluto affidare al ricordo pubblico il significato profondo di questo omaggio collettivo.
Il toccante ricordo di Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta ha espresso parole cariche di emozione e significato, descrivendo Sandro Mazzola come una figura che appartiene non solo alla memoria profonda dell’Inter, ma all’intero patrimonio del calcio italiano. “Mazzola è una leggenda che se ne va, un personaggio che ha generato tante emozioni e ha lasciato un segno indelebile”, ha dichiarato il presidente nerazzurro, sottolineando l’importanza di questo lascito. Ha poi proseguito, evidenziando il “dovere principale di preservare la memoria e i valori che questa memoria contiene”, valori che, a suo dire, devono essere “trasmessi ai nostri ragazzi, anche del nostro settore giovanile”. Marotta ha concluso il suo intervento affermando con forza: “Sandro ha impersonificato questi valori, che sono molto importanti per la vita futura dei nostri ragazzi”, ribadendo l’esempio eterno che Mazzola rappresenta.
La cerimonia ha visto anche la presenza di rappresentanti della Juventus, un gesto di grande significato nel contesto della rivalità sportiva. Sono arrivati l’amministratore delegato Giovanni Carnevali e il direttore sportivo bianconero Frederic Massara. Il loro ingresso è stato accolto da un inatteso applauso da parte di una porzione dei tifosi dell’Inter, un momento di distensione e rispetto reciproco. Questo episodio ha assunto un valore particolare, soprattutto alla luce di quanto accaduto in precedenza all’Allianz Stadium, dove durante il minuto di silenzio in memoria di Mazzola, una parte della curva bianconera aveva voltato le spalle al campo, proseguendo con cori e manifestando una mancanza di rispetto per il campione scomparso.
La Juventus, immediatamente dopo l’incidente, aveva prontamente preso le distanze dall’episodio, rilasciando una dichiarazione in cui si affermava chiaramente che “nessuna rivalità può giustificare mancanze di rispetto”. L’arrivo dei dirigenti bianconeri a Sant’Ambrogio, accompagnato dagli applausi di una parte dei presenti, ha contribuito a riportare l’intero momento funebre in un clima di raccoglimento e di rispetto condiviso, superando le divisioni sportive in nome di un tributo universale a una figura così amata. La cerimonia funebre si è svolta il 21 settembre, in una giornata di commozione e omaggio per l’indimenticabile Sandro Mazzola.