Da Madrid, il 20 settembre 2026, è giunta la conferma: l'amichevole di calcio Spagna-Messico Under 20, inizialmente prevista per il 30 settembre a Ceuta, non si disputerà nella città autonoma iberica. La decisione è stata annunciata da Rafael Louzán, presidente della Federcalcio spagnola (Rfef), in seguito a un rapporto della Polizia nazionale che sconsigliava lo svolgimento dell'evento nella sede originaria.

La decisione della Federazione

Il rapporto, inviato venerdì alla Rfef, ha evidenziato una «situazione eccezionale» e una «pressione migratoria esistente» a Ceuta, sconsigliando pertanto la disputa della partita nell'exclave in Marocco.

Il riferimento specifico è agli ingenti arrivi di migranti registrati tra il 30 e il 31 luglio scorsi. Louzán ha precisato che l'incontro dovrebbe essere riprogrammato a Madrid, sottolineando come la Federcalcio abbia agito in piena conformità con le indicazioni fornite dalle autorità di pubblica sicurezza.

La gara tra le nazionali Under 20 di Spagna e Messico era considerata un appuntamento internazionale di notevole importanza per Ceuta. La città autonoma è da circa un mese e mezzo al centro di una complessa emergenza migratoria e di un acceso confronto politico sulla sua gestione, che vede contrapposti l'amministrazione locale, guidata dal conservatore Partito Popolare, e il governo progressista nazionale.

La rinuncia alla sede iniziale priva Ceuta di un evento atteso, ma la valutazione delle autorità ha prioritizzato la necessità di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza.

Le ragioni della sicurezza

Il dossier tecnico ha dettagliato le criticità, segnalando un «contesto di tensione sociale» e un «clima di tensione nella via pubblica». Tra i fattori determinanti figurano anche i limiti strutturali dello stadio Alfonso Murube, l'impianto designato per ospitare la partita. Lo stadio, con una capienza di circa 5.500 spettatori, «non dispone attualmente» di una Unità di controllo organizzativo dotata di un sistema di videosorveglianza adeguato. La polizia ha inoltre evidenziato il «ridotto margine temporale disponibile», quantificato in soli 12 giorni, per predisporre un dispositivo di sicurezza efficace e completo.

Per queste ragioni, è stato richiesto alla Rfef di valutare con «carattere urgente» una sede alternativa, che potesse offrire «sufficienti garanzie di sicurezza» e tempi adeguati alla pianificazione. A Ceuta, la decisione ha generato «profonda delusione, disillusione e malessere» tra i rappresentanti dell'area locale competente per commercio, turismo, lavoro e sport.