Il giovane pilota bolognese Kimi Antonelli, da poco ventenne, ha condiviso le sue ambizioni e la sua visione del motorsport a San Marino, durante l'evento Sport in Fiera 2026. L'appuntamento del 19 settembre 2026 lo ha visto raccontare il suo percorso verso la Formula 1 e le sue aspirazioni, in un fine settimana di pausa tra gli impegni di Madrid e Baku.
La manifestazione sammarinese, organizzata dal Comitato Olimpico Sammarinese e guidata da Christian Forcellini, ha offerto ad Antonelli una piattaforma per riflettere sul cammino verso la massima categoria automobilistica e sui grandi obiettivi che si prefigge.
Sogni di gloria e l'importanza del presente
Antonelli ha ripercorso la sua storia, sottolineando come l'approdo in Formula 1 sia stato un sogno coltivato fin dall'infanzia e un punto di partenza per aspirazioni ancora più elevate. Il suo obiettivo è chiaro: "diventare campione del Mondo" e, nel lungo termine, affermarsi come "uno dei più grandi di tutti i tempi" in Formula 1. Ha enfatizzato il valore dei sogni, ribadendo che non esiste un'età per iniziare a perseguirli e che la costanza e la dedizione sono essenziali per trasformarli in realtà.
Nonostante la proiezione verso il futuro, il messaggio di Antonelli è stato fortemente ancorato al presente. Ha ribadito l'importanza di mantenere la stessa metodologia di lavoro che lo ha portato fin qui, evitando eccessi e concentrandosi sull'ottenimento del massimo risultato in ogni fine settimana di gara.
Al centro della sua filosofia vi è anche il divertimento, inteso come la capacità di preservare la passione originaria per il mestiere di pilota, un desiderio che lo accompagnava fin da bambino. Questa passione, ha spiegato, è parte integrante del suo approccio professionale, con la priorità di rimanere focalizzato sul "qui e ora" e su ciò che può essere concretamente realizzato.
La pressione come alleata
Un aspetto significativo dell'intervento di Antonelli ha riguardato il suo rapporto con la pressione. Lungi dal considerarla un ostacolo, il giovane pilota ha imparato a interpretarla come un'opportunità per elevare le proprie prestazioni. La sua posizione è netta: "a me piace stare sotto pressione".
Ha spiegato come, al contrario, l'assenza di tensione possa risultare una condizione insolita e quasi destabilizzante. A tal proposito, ha citato l'esempio della qualifica a Monza, dove, sapendo di non poter lottare per la pole position in Q3, si è trovato in una situazione percepita come strana e priva di stimoli.
La dinamica è stata ben diversa a Madrid, dove la necessità di giocarsi il tutto per tutto ha creato un contesto decisamente più stimolante e favorevole alla sua performance. Per Antonelli, la strategia vincente consiste nell'accogliere la pressione e nel cercare attivamente di "farne buon uso", trasformandola in una vera e propria spinta propulsiva. Questa mentalità gli permette di affrontare le sfide con determinazione, vedendo ogni momento di alta tensione come un'occasione per dimostrare il proprio valore e raggiungere i propri ambiziosi obiettivi nel mondo della Formula 1.