Da Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, Vincenzo Alberto Annese racconta il suo straordinario percorso nel mondo del calcio. Il tecnico pugliese, nato a Bisceglie il 22 settembre 1984, ha saputo trasformare una promettente carriera da calciatore, purtroppo interrotta prematuramente da infortuni, in un'avventura internazionale che lo ha portato a guidare squadre e selezioni nazionali su ben quattro continenti. La sua è la storia di un “allenatore giramondo”, sempre con la valigia pronta, come sintetizza lui stesso: “Adesso sono a Malabo”, con il grande obiettivo di realizzare il sogno Mondiale con la Guinea Equatoriale.
Dagli infortuni in campo alla panchina internazionale
La traiettoria di Annese sul rettangolo verde ha avuto inizio nelle giovanili del Venezia, proseguendo poi con esperienze a Martina Franca. Tuttavia, all'età di 22 anni, gli infortuni lo hanno costretto a un brusco stop. Questa battuta d'arresto non ha fermato la sua passione per il calcio, ma l'ha reindirizzata: dopo la laurea in Scienze motorie, ha intrapreso la carriera tecnica. I primi passi lo hanno visto impegnato come preparatore atletico e assistente, per poi assumere la guida delle formazioni giovanili di club storici come la Fidelis Andria e il Foggia. La vera svolta, quella che ha aperto le porte al calcio internazionale, è arrivata con la chiamata dell’Alytus Dainava in Lituania, dove fu voluto dall’ex Lazio Giuseppe Greco.
Da lì, il suo viaggio è proseguito attraverso l'Europa settentrionale, con incarichi al Saldus in Lettonia e al Paide in Estonia, per poi estendersi all'Armenia, dove ha curato le selezioni Under 17 e Under 19, e alla Cina, dove ha operato come mentor in prestigiose accademie calcistiche create da Nike.
Un'odissea calcistica tra aneddoti e successi
Il cammino di Annese si è poi allargato a orizzonti ancora più lontani, toccando nazioni come Ghana, Palestina, Indonesia, Kosovo, Belize, India, Nepal, Afghanistan e Burkina Faso. Ogni tappa ha rappresentato un capitolo unico, ricco di esperienze professionali e umane. In Ghana, dopo un'importante vittoria, Annese fu protagonista di un episodio singolare: gli furono presentati tre leoncini, che lui stesso accarezzò, ricordando con un sorriso che “volevano anche regalarmeli”.
In Palestina, ha conquistato la Coppa nazionale alla guida dell’Ahli Al-Khalil, spingendosi fino a Gaza. Ma è in Indonesia, con il Semarang, che ha vissuto un'esperienza di popolarità senza precedenti: un tifo quotidiano che coinvolgeva migliaia di persone agli allenamenti e un'attenzione mediatica tale da fargli affermare di sentirsi “come Mourinho”, sottolineando l'intensità della passione calcistica locale.
Belize, India e Nepal: il calcio come esplorazione
Tra le molteplici tappe del suo percorso, il Belize occupa un posto speciale nei ricordi di Annese, che la descrive come una delle esperienze più belle, un connubio perfetto tra l'impegno calcistico e la vita quotidiana immersa nello scenario idilliaco dei Caraibi.
L'India ha segnato un periodo di grande successo professionale: alla guida del Gokulam Kerala, ha conquistato due campionati consecutivi e ha avuto l'opportunità di partecipare alla prestigiosa Coppa d’Asia, prima di una successiva parentesi al NorthEast United. In Nepal, dove ha operato per due anni e mezzo dopo la chiamata nel 2023, Annese ha svolto un'intensa attività di scouting, selezionando calciatori in ogni angolo del Paese e introducendo nel calcio a undici anche figure di spicco come Mani Kumar Lama, capitano della nazionale di calcio a cinque. L'avventura nepalese è stata anche l'occasione per un'esperienza unica e formativa: una scalata nella parte media dell’Everest, concepita come un momento di forte coesione e crescita per il gruppo.
Dopo l'esperienza in Afghanistan, il suo viaggio lo ha condotto in Burkina Faso, dove ha avuto modo di lavorare con talenti emergenti del calibro di Tapsoba e Dango Ouattara.
Il racconto di Vincenzo Alberto Annese non si limita ai campi da gioco, ma abbraccia anche l'arricchimento personale derivante dalle numerose lingue imparate lungo il suo cammino, testimonianza di una profonda immersione nelle diverse culture incontrate. Il suo percorso, che lo vede oggi alla guida della Guinea Equatoriale, continua a essere animato dal grande sogno Mondiale, un obiettivo che incarna la sua instancabile dedizione e la sua visione globale del calcio.