Da Roma, il 1° ottobre 2026, Silvio Baldini ha espresso il suo commento sulla vittoria per 1-0 dell’Italia Under 21 contro l’Armenia. La partita, valida per le qualificazioni a Euro 2027, ha visto gli Azzurrini imporsi in pieno recupero. Il tecnico ha interpretato il risultato come la più coerente conclusione di quanto espresso dalla sua squadra in campo, evidenziando le numerose occasioni create, i due legni colpiti e un calcio di rigore fallito.
Il giudizio sulla partita
«Non vincere questa partita sarebbe stata un'ingiustizia», ha dichiarato Baldini, riassumendo una gara rimasta in bilico fino agli ultimi istanti.
Il tecnico ha sottolineato come, nonostante i due legni colpiti, un calcio di rigore sbagliato e altre chiare occasioni create, il risultato stentasse ad arrivare. Il gol siglato nel recupero ha così scongiurato che una prestazione caratterizzata da controllo e pressione si traducesse in un esito inferiore al merito della squadra.
Baldini ha anche condiviso la sua esperienza personale riguardo a partite dominate ma non vinte. «A me è successo di perdere partite dominate», ha ammesso ai microfoni della Rai, aggiungendo: «ma sono rimasto tranquillo, perché quando arrivi a una certa età l'emozione non è più la paura di perdere ma quella di sperare che i ragazzi possano raccogliere quello che meritano.
Abbiamo fatto gol all'ultimo minuto, però conta uguale. Ora pensiamo alla Polonia, abbiamo lo scontro diretto».
Il messaggio del tecnico è inequivocabile: il valore dei tre punti ottenuti non subisce alcuna variazione, indipendentemente dal momento in cui la rete decisiva è stata realizzata.
La Polonia all’orizzonte
La vittoria contro l’Armenia permette ora all’Italia Under 21 di concentrare immediatamente le proprie energie sulla Polonia, definita da Baldini come il prossimo snodo cruciale nel percorso di qualificazione. Dopo una partita in cui la squadra ha corso il rischio di non concretizzare il proprio sforzo, il richiamo allo scontro diretto con i polacchi si configura anche come un’indicazione chiara per il lavoro futuro: è fondamentale restare sempre nella partita, mantenere la lucidità necessaria e tradurre il dominio in campo in una maggiore concretezza offensiva.
Il contesto della vigilia
In vista della trasferta a Yerevan, il 30 settembre 2026, Baldini aveva anticipato che la sfida contro l’Armenia sarebbe stata la penultima gara del Gruppo E. Gli Azzurrini, reduci dal raduno presso il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, erano partiti alla volta dell’Armenia con una situazione di classifica apparentemente favorevole: l’Italia occupava la seconda posizione con 21 punti, mentre l’Armenia si trovava all’ultimo posto, con 4 gol.