Giorni cruciali per il futuro del basket europeo. Martedì prossimo, a Villa d'Este, Cernobbio, i tredici club azionisti di Eurolega si riuniranno per esaminare l'offerta proveniente dagli Stati Uniti per la creazione di Nba Europe, una nuova lega prevista a partire dalla stagione 2027/28. L'incontro tra i proprietari, organizzato dall'Olimpia Milano e rappresentato dal presidente del Gruppo Giorgio Armani, Leo Dell'Orco, e dal top manager Michele Tacchella, sarà determinante per stabilire se il sistema cestistico continentale convergerà con il progetto Nba o proseguirà su una strada autonoma.
Collaborazione o competizione: il futuro del basket continentale
La posizione ufficiale dei vertici del basket è orientata alla collaborazione. Il commissioner Adam Silver ha dichiarato di "fare progressi", sottolineando che "Nba Europe sarebbe rafforzata dall'unione con Eurolega" e definendola "un'opportunità che capita una volta nella vita". Anche il numero due della Nba, Mark Tatum, ha ribadito questa visione, affermando che l'obiettivo è "unire le forze con Eurolega, Fiba e i club per ridisegnare insieme il sistema del basket europeo". Dal canto suo, il CEO di Eurolega, Chus Bueno, è indicato come l'interlocutore chiave per guidare questa fase, con l'intento dichiarato di evitare una contrapposizione frontale tra le due competizioni.
Le incertezze economiche e l'alternativa dell'espansione
Nonostante le dichiarazioni di intenti, permangono questioni significative. L'offerta statunitense, sebbene coperta da clausole di riservatezza, sarebbe composta da una parte in denaro immediata e una quota legata a obiettivi futuri, ma non soddisferebbe pienamente le aspettative iniziali dei proprietari. Alcuni club esprimono inoltre dubbi sulle previsioni di ricavo della nuova competizione, ritenendole troppo ottimistiche, in particolare per quanto riguarda le stime su biglietteria e diritti televisivi, in assenza di offerte concrete dai broadcaster. L'esito della riunione appare quindi incerto, e per le società europee sarà fondamentale mantenere la compattezza.
L'alternativa già delineata prevede un'espansione dell'Eurolega a 24 squadre, con un potenziale aumento fino a 28, includendo una ventina di franchigie permanenti e otto posti ancora da assegnare accanto ai tredici club azionisti.
Il ruolo dell'Italia nel nuovo scenario
Nel contesto del progetto di espansione dell'Eurolega, l'Italia mostra un interesse significativo. Tra le squadre potenzialmente coinvolte figurano la Virtus Bologna, il Napoli e due squadre romane. Questo scenario evidenzia l'importanza strategica del mercato italiano nel ridisegno del basket europeo, sia in caso di collaborazione con la Nba sia nell'ipotesi di un percorso autonomo di crescita per l'Eurolega.