Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è intervenuto a Napoli il 20 ottobre 2026, esprimendosi sul delicato passaggio elettorale che attende la FIGC. In un momento cruciale per la governance del calcio italiano, Buonfiglio ha collegato l'imminente assemblea elettiva del 14 dicembre alla più ampia crisi di praticanti e alla scarsa valorizzazione degli atleti italiani nel campionato di Serie A.
Interrogato sull'auspicio per l'assemblea che, convocata dal Commissario straordinario Giovanni Malagò, dovrà eleggere il nuovo presidente federale, il numero uno dello sport italiano ha risposto con una formula decisa: "L'assemblea elettiva della Figc?
Non ho nessun dubbio". Questa dichiarazione, accompagnata da un sorriso, ha sintetizzato la sua posizione, esprimendo fiducia nel percorso assembleare senza aggiungere ulteriori nomi o scenari, ma fissando un chiaro messaggio di certezza.
Il declino dei praticanti e il futuro del calcio italiano
Buonfiglio ha poi ampliato la sua riflessione, analizzando lo stato attuale del calcio italiano, con particolare attenzione ai segnali provenienti dalla base dei praticanti e al confronto con altre discipline sportive. Ha evidenziato una preoccupante "perdita di praticanti del 5 e 6%" nel calcio, un dato ancora più significativo se confrontato con il contemporaneo "incremento del tennis del 7%". Questa statistica, ha sottolineato, non rappresenta una difficoltà episodica, ma rivela una problematica strutturale nella capacità del calcio di mantenere la sua attrattività e di garantire continuità nella pratica sportiva a livello giovanile e amatoriale.
Secondo il presidente del Coni, la soluzione a queste sfide non può arrivare da interventi immediati o da aspettative a breve termine. "Servono risultati che non si possono improvvisare", ha spiegato, richiamando l'urgenza di un lavoro profondo e strutturale per invertire la tendenza negativa e rilanciare l'intero movimento calcistico nazionale.
Serie A e Nazionale: criticità e prospettive
La critica più incisiva di Buonfiglio si è concentrata sul massimo campionato nazionale. "Nel campionato di Serie A, che è la massima espressione del calcio, c'è poca valorizzazione dei nostri atleti", ha affermato, evidenziando come le squadre abbiano spesso "uno o due italiani" e come "le partite dei club non ci entusiasmano".
Questa scarsa presenza e valorizzazione dei talenti nazionali nel campionato di vertice è stata collegata direttamente alle difficoltà della Nazionale, che, a suo dire, "non può invertire il trend dalla sera alla mattina". Ciò suggerisce la necessità di un ripensamento delle politiche sportive e dei vivai, per garantire un futuro più solido al calcio italiano a tutti i livelli.
La convocazione dell'Assemblea federale elettiva è confermata per il 14 dicembre 2026, un appuntamento cruciale per definire la nuova guida della Federazione e affrontare le sfide evidenziate dal presidente del Coni.