La corsa alla presidenza della Figc si intensifica a Roma, con l'assemblea elettiva fissata per il 14 dicembre. Il confronto si sta delineando come una potenziale sfida a due tra Adriano Galliani e Giovanni Malagò, in un contesto ancora fluido e fortemente influenzato dal peso delle diverse componenti federali.

Il ruolo di AIC e AIAC nella contesa

A ridefinire gli equilibri sono l'Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), le due componenti tecniche che in occasione della precedente elezione avevano formato un blocco con i club della Serie A per sostenere l'attuale commissario alla presidenza.

Le associazioni, guidate rispettivamente da Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri, dopo aver espresso nei giorni scorsi l'intenzione di allinearsi alla scelta della Serie A, sono ora attese a una formalizzazione del nome. Su questo nome, il quorum delle firme dei delegati sarebbe già stato raggiunto: si tratta di Adriano Galliani.

L'ex amministratore delegato del Milan, attualmente senatore di Forza Italia, era stato inizialmente individuato da una parte dei club di Serie A, con figure come Percassi e Marotta tra i principali sostenitori di tale orientamento. Tuttavia, questa proposta non era riuscita a convincere la maggioranza. Galliani, pur consapevole di questo scenario, non aveva perso la speranza e aveva assicurato nei giorni precedenti che una sua candidatura sarebbe comunque stata presentata.

L'eventuale sostegno congiunto di calciatori e tecnici avrebbe un peso significativo nell'assemblea, poiché queste componenti rappresentano il 30% dei voti totali.

Le mosse di Malagò e la posizione dei Dilettanti

La decisione di AIC e AIAC giunge mentre le quattro Leghe si sono riunite in una breve call per fare il punto della situazione. Contemporaneamente, Giovanni Malagò si è avvicinato al traguardo delle firme necessarie per la sua candidatura, ottenendole attraverso i club di Serie A. È previsto che il giorno successivo annunci la firma dell'undicesimo club, una quota considerata utile per depositare ufficialmente la sua candidatura.

La posizione della Lega Nazionale Dilettanti (LND) rimane un elemento centrale e di grande importanza, dato che questa componente detiene un peso del 34% nell'assemblea.

Abete, che era stato il candidato avversario di Malagò nell'ultima assemblea, ha scelto di non ripresentarsi dopo il commissariamento e di non proporre nomi alternativi in questa seconda tornata elettorale. Questa decisione rende il voto dei Dilettanti non scontato e potenzialmente decisivo. Su tale scenario incidono anche i rapporti politicamente tesi da tempo con l'AIC, sia per quanto riguarda la Lega Dilettanti sia per la Lega Pro. Malagò, nel frattempo, continua a lavorare per consolidare il proprio consenso.