Il Consiglio della FIFA, riunitosi a Zurigo il 15 ottobre 2026, ha confermato una frattura profonda e persistente tra il presidente Gianni Infantino e l’UEFA. Il confronto, durato tre ore e mezza e descritto come "molto franche" da Debbie Hewitt, presidente della Football Association e vicepresidente FIFA, si è concluso senza alcun segno di riavvicinamento. L’UEFA ha reiterato la richiesta di un passo indietro per il numero uno del calcio mondiale, ma Infantino ha fermamente ribadito la sua intenzione di mantenere la guida dell’organismo, evidenziando una chiara distanza tra le parti.
Il piano da 6,35 miliardi e le scuse sul progetto Ffe
Al centro della discussione vi è stato il piano di sviluppo quadriennale da 6,35 miliardi di dollari, una somma significativa che sarà finanziata grazie alle risorse generate dal successo commerciale degli ultimi Mondiali. La proposta prevede l’assegnazione di 25 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni affiliate, una cifra che supera notevolmente le previsioni precedenti. Questo significativo incremento è stato interpretato dai sostenitori come un inequivocabile successo politico e gestionale di Infantino. Tra i critici, tuttavia, è persistito il sospetto di una "manovra elettorale" strategica, in vista del voto della prossima primavera, con la concreta possibilità che l’UEFA decida di presentare un proprio candidato alla presidenza.
Infantino ha espresso le sue scuse per "non aver informato" tempestivamente i membri dell’Esecutivo riguardo al progetto Ffe, iniziativa legata alla privatizzazione dei diritti commerciali del Mondiale. Il presidente ha tuttavia strenuamente difeso la sua condotta, insistendo sul fatto che l’obiettivo primario di tale iniziativa fosse incrementare e canalizzare in modo più efficace gli investimenti globali nel calcio. Ha inoltre rivendicato con forza i risultati della sua gestione, sottolineando come, nei dieci anni trascorsi dalla sua elezione, la FIFA sia passata da un milione di dollari a un ambizioso piano di 25 milioni di dollari per ogni singola federazione affiliata.
Le richieste dell’UEFA e i dossier aperti
Gli oppositori, in particolare l’UEFA, hanno nuovamente sollecitato la presentazione di tutti i documenti relativi al controverso progetto Ffe. La vicepresidente FIFA, Debbie Hewitt, ha delineato con chiarezza la posta in gioco politica dello scontro, affermando che Infantino è tenuto a fornire risposte esaustive e trasparenti. In caso contrario, ha dichiarato senza mezzi termini, "non sarà idoneo a ricoprire la carica di presidente della FIFA". Durante la riunione del Consiglio, sono stati inoltre sollevati altri dossier sensibili, tra cui il caso del calciatore statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica per una partita fu annullata nel corso dell’ultimo Mondiale, e la discussa assegnazione del Premio FIFA per la pace a Donald Trump.
In risposta a queste sollecitazioni, la FIFA ha annunciato che il Comitato legale avvierà una revisione approfondita delle procedure disciplinari. I risultati di tale revisione saranno presentati e discussi alla prossima riunione del Consiglio, prevista per il mese di dicembre, segnando un’ulteriore tappa in questo complesso confronto.