Coverciano, centro del calcio italiano, ha ospitato il 15 ottobre 2026 la quinta edizione della Unity EURO Cup, un evento di calcio e inclusione. Questo torneo a sette, promosso da UEFA e UNHCR, è dedicato a squadre formate da rifugiati e membri delle comunità ospitanti, trasformando il campo da gioco in un simbolo di solidarietà. La manifestazione ha riunito quasi quattrocento persone, con ventidue squadre da ventuno Paesi europei e una selezione dell’Unione Europea, animate da spirito di condivisione.
L'Italia ospitante per la prima volta
L'Italia ha ospitato per la prima volta questa prestigiosa competizione.
Le sfide si sono disputate per l'intera giornata sui campi di Coverciano, in un formato a sette che ha unito la dimensione sportiva a quella sociale. La squadra italiana ha concluso il proprio percorso dopo la fase a gironi, classificandosi al tredicesimo posto. Il vero successo dell'evento, tuttavia, risiede nel suo messaggio: la Unity EURO Cup ha ribadito il ruolo del calcio come potente strumento di partecipazione e unione per individui con vissuti e origini differenti, superando la competizione agonistica.
La Lettonia trionfa: il valore dell'integrazione
La Lettonia si è aggiudicata la vittoria finale, sconfiggendo la Repubblica d’Irlanda per 2-1 in una partita avvincente. Presenti figure di spicco, tra cui Giancarlo Antognoni, capodelegazione dell’Under 21, e Marco Brunelli, segretario generale della FIGC.
Antognoni ha evidenziato il profondo valore d'integrazione dell'iniziativa: "La Unity EURO Cup è un evento con uno straordinario valore di integrazione, disputato da squadre speciali composte da persone che hanno un vissuto certamente non semplice". Ha poi ribadito il significato della giornata: "Il calcio unisce, al di là dei risultati sul campo", un messaggio che trascende lo sport per abbracciare la dimensione umana e sociale.
Regolamento e composizione delle squadre
Il regolamento della Unity EURO Cup 2026 promuove attivamente l'inclusione. Ogni squadra è composta da undici persone: sette rifugiati e quattro rappresentanti delle comunità ospitanti, con almeno tre donne nella rosa. Le partite si svolgono con il formato a sette giocatori, favorendo un gioco dinamico e collaborativo.
La selezione italiana, oltre a quattro cittadini italiani, ha visto atleti provenienti da diverse nazioni, tra cui Mali e Afghanistan, a testimonianza della ricchezza culturale e diversità del torneo.