A Roma, il 17 ottobre 2026, l'attaccante Emanuele Lulli ha espresso a Sky Sport tutta la sua emozione per il primo gol con la Roma, arrivato dopo la vittoria contro il Genoa. Il giovane giallorosso ha descritto il momento con parole semplici ma significative: "Sono felicissimo, è un grande sogno che si avvera. Ora pensiamo alle prossime partite".

L'emozione del debutto e il sostegno del gruppo

Lulli ha collegato il suo traguardo personale al clima positivo dello spogliatoio. Il gol, frutto di un lavoro costante, è il risultato del sostegno di una squadra che lo aiuta a crescere.

"Tutti i ragazzi della rosa sono d'oro, mi incitano e mi mettono a mio agio", ha aggiunto. "Poi ci sono partite in cui non mi riesce tutto, ma devo continuare così". La sua consapevolezza di dover proseguire nel percorso, senza fermarsi all'emozione della prima rete, è evidente. L'equilibrio tra gioia individuale e attenzione alle prossime gare è significativo: Lulli non separa il suo momento dalla dimensione collettiva della Roma, sottolineando la fiducia ricevuta e la necessità di dare continuità al lavoro.

Castro: "Non siamo la Roma due"

Nel dopopartita, accanto a Lulli, c'era Santiago Castro, anch'egli protagonista. L'argentino ha valorizzato il lavoro quotidiano del compagno e chiarito il senso delle rotazioni nella rosa: "Io ho tre anni più di Emanuele, ma lo vedo tutti i giorni lavorare.

Lavora come un cane (ride, ndr). Siamo contenti, perché oggi abbiamo avuto minuti anche noi che giochiamo meno, ma non ci sentiamo la Roma due". Castro ha poi espresso la sua gioia: "Sono contento di aver segnato il primo gol con questa maglia, tutti i ragazzi mi hanno dato tanta fiducia, non solo i miei connazionali".

Le sue parole evidenziano la considerazione per chi trova meno spazio e il rifiuto di etichette interne. Il concetto di "Roma due" è stato respinto, privilegiando la partecipazione di tutto il gruppo. Anche per lui, il primo gol in giallorosso ha un valore speciale, frutto di fiducia e coesione.