Il Csi di Reggio Emilia ha sanzionato due società reggiane di calcio a 7, The Mount Peli e Masone Suave City, con un’ammenda di 20 euro ciascuna. Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’inserimento in distinta di un giocatore che indossava la maglia numero 88. La decisione, comunicata dal giudice sportivo dell’ente, si riferisce a partite disputate nell’ultimo fine settimana e si basa su un divieto specifico che associa il numero 88 a richiami al nazismo, rendendone l’uso non consentito in ambito sportivo.
Il comunicato ufficiale del Csi, datato 14 ottobre e relativo al settore calcio a 7, specifica la natura della sanzione.
Accanto al numero della gara, si legge la formula: “Venti euro (1/a recidiva) per inserimento in distinta di atleta con numero non consentito (88)”. Questa ammenda è applicata per la compilazione non conforme della distinta e l’utilizzo della controversa maglia numero 88 da parte di un atleta. L’importo della multa verrà automaticamente trattenuto dai costi di stagione già previsti per le società coinvolte, evidenziando una procedura standardizzata per tali infrazioni.
Le società coinvolte e il caso As Ominset
Le due formazioni direttamente interessate dal provvedimento sono The Mount Peli e Masone Suave City. Il Csi ha applicato il regolamento in maniera rigorosa, sebbene in questa stagione non avesse ancora comminato sanzioni di questo tipo, pur avendone già disposte in passato.
I dirigenti delle squadre multate hanno espresso sorpresa e disappunto per la decisione, dichiarando di non essere a conoscenza della specifica normativa e di escludere qualsiasi collegamento ideologico o riferimento al nazismo nell’uso del numero.
Nell’ambito della stessa vicenda, era stata inizialmente coinvolta anche una terza società, As Ominset, la cui sanzione è stata successivamente rimossa dal provvedimento corretto. Un dirigente di As Ominset ha ammesso che la maglia numero 88 è stata utilizzata in alcune occasioni in modo ingenuo, affermando: “Non sapevo di questa regola e me ne prendo la responsabilità ma il riferimento non è nel modo più assoluto al nazismo”. Un tecnico di una delle società sanzionate ha inoltre riferito che il giovane atleta in questione è profondamente mortificato dall’accaduto e ha deciso di non scendere in campo nella serata successiva alla notifica della sanzione.
Il protocollo contro l’antisemitismo nel calcio
Il divieto richiamato dal Csi si inserisce in un contesto più ampio di contrasto all’antisemitismo e alla discriminazione nello sport. Esso si collega direttamente alla dichiarazione d’intenti sottoscritta presso il Viminale nel giugno 2023. Questa intesa, volta a rafforzare la lotta contro l’antisemitismo nel mondo del calcio, ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e il Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. Il protocollo stabilisce linee guida e divieti specifici, come quello relativo all’uso di simboli o numeri con connotazioni discriminatorie, per promuovere un ambiente sportivo inclusivo e rispettoso.