Giovanni Malagò è giunto a Palazzo il 6 ottobre 2026, in una giornata cruciale per il futuro della Federcalcio. Il suo arrivo coincideva con la convocazione della Giunta Nazionale del CONI, fissata per le ore 13, con all'ordine del giorno il possibile commissariamento della FIGC. Al suo ingresso, Malagò ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, limitandosi a una frase essenziale: "non posso ancora parlare".
Il passaggio al CONI si inserisce in un momento centrale per l'assetto della Federcalcio. Il presidente della FIGC avrebbe dovuto incontrare il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, prima dell’avvio della Giunta Nazionale.
Questo confronto era atteso proprio perché la riunione dell’organismo sportivo era stata convocata per affrontare il nodo del potenziale commissariamento della Federazione.
La Delicata Agenda della Giunta Nazionale
La vicenda, che riguarda direttamente il futuro dell'assetto federale, è stata posta all'attenzione di una sede istituzionale come il CONI, dove la decisione è stata formalmente inserita nell'ordine del giorno. L'arrivo di Malagò a Palazzo, senza dichiarazioni di merito, ha ulteriormente confermato la delicatezza del momento. Non sono stati aggiunti elementi pubblici né prese di posizione ulteriori rispetto alla frase pronunciata all'ingresso, mantenendo un riserbo sulle dinamiche interne.
Il dato politico-sportivo saliente della mattinata resta dunque l'incontro previsto con Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, antecedente alla riunione della Giunta convocata per le ore 13. La FIGC attende con apprensione l'esito della discussione, mentre l'ipotesi di un commissariamento si configura come il punto più rilevante del confronto istituzionale. In questa fase, ogni valutazione è demandata agli organismi competenti, e non risultano dichiarazioni aggiuntive da parte di Giovanni Malagò.
Scenari e Posizioni sul Commissariamento
Nel quadro di approfondimento sulla giornata, la questione del commissariamento viene collegata al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della sua elezione, avvenuta il 22 giugno.
La Lega Serie A continua a sostenere Malagò, giudicando l'ipotesi del commissariamento inopportuna e potenzialmente destabilizzante.
Tra gli scenari che circolano, figura anche una soluzione temporanea: un commissariamento che vedrebbe lo stesso Giovanni Malagò nominato commissario straordinario per circa 90 giorni. L'obiettivo sarebbe quello di regolarizzare la posizione e di giungere a nuove elezioni, garantendo una transizione ordinata.
Restano inoltre sullo sfondo i contatti tra CONI e FIGC per una mediazione. La Federazione, da parte sua, contesta l'ipotesi di invalidità facendo leva sui termini procedurali del ricorso.