L'allenatore della Nazionale, Roberto Mancini, ha espresso a Rimini, il 6 ottobre 2026, una chiara critica in merito al calendario della Nations League. A margine del Premio Vialli, il tecnico ha posto l'accento sul peso significativo delle quattro partite disputate di recente, un ciclo che ha visto l’Italia impegnata contro Belgio, Francia e per due volte contro la Turchia. Il suo intervento ha sottolineato una distinzione fondamentale tra il valore del tempo trascorso con il gruppo e la difficoltà di concentrare un numero così elevato di impegni in un lasso di tempo estremamente ristretto.

Mancini ha evidenziato come la permanenza con i giocatori sia stata indubbiamente positiva, favorendo il lavoro quotidiano, la conoscenza reciproca e il consolidamento dei principi tecnici e dei rapporti interni alla squadra. Tuttavia, il giudizio sul format della competizione è stato perentorio, riflettendo una preoccupazione crescente per il benessere dei calciatori e l'efficacia della preparazione.

Il format della Nations League sotto esame

La valutazione di Mancini sul calendario si è rivelata netta e senza mezzi termini. «Stare con i ragazzi è stata una cosa positiva, questo è sicuro. Quattro partite così sono veramente tante, non credo sia un format ideale questo», ha dichiarato il commissario tecnico.

Il riferimento diretto è alle quattro sfide di Nations League giocate in pochi giorni, un carico di lavoro che, a suo dire, impone una seria riflessione sull’organizzazione complessiva della competizione internazionale.

La questione non si limita ai soli risultati delle singole gare, ma si estende alla gestione complessiva della Nazionale in una finestra internazionale così intensa. Se da un lato il contatto prolungato con i calciatori è considerato prezioso, dall'altro la sequenza ravvicinata degli impegni è stata indicata come problematica, specialmente quando le partite richiedono un dispendio elevato di energie fisiche e mentali.

Affaticamento dei giocatori e infortuni

Il tema dell'affaticamento era già emerso con forza a Bologna, alla vigilia della partita contro la Turchia.

In quell'occasione, Mancini aveva già espresso le sue perplessità riguardo alla quarta partita in soli undici giorni, definendo il nuovo format come «abbastanza faticoso, soprattutto per i giocatori». Aveva inoltre aggiunto: «Diciamo che si può far meglio... Ci sono ragazzi che hanno fatto 3 partite di seguito, che hanno iniziato 3 partite di seguito. Penso a Pio Esposito, penso a Tonali...».

In questo contesto, la situazione del gruppo azzurro è apparsa particolarmente delicata, con diversi infortuni che hanno costretto giocatori chiave come Raspadori, Zaniolo e Kean a lasciare il ritiro. Molti altri calciatori sono risultati affaticati a causa del ritmo serrato delle gare. Mancini ha comunque precisato di non aver ricevuto alcuna pressione o indicazione specifica dai club di appartenenza dei giocatori, sottolineando la piena autonomia nelle sue decisioni tecniche.