Lionel Messi ha detto addio alla nazionale argentina, chiudendo un percorso di oltre 21 anni con l’Albiceleste. A Buenos Aires, al Monumental, nell’amichevole vinta 3-0 contro il Benin, il capitano ha inciso sulle reti: due assist e un gol su rigore, prima del congedo.
La serata è stata emozionante fin dall’inno, con il CT Lionel Scaloni in lacrime. Messi, oggi all’Inter Miami, ha avuto occasioni nel primo tempo. Nella ripresa, ha servito Nicolas Otamendi, anch'egli all’ultima partita in nazionale, e Nico Paz. Ha poi trasformato un rigore, spiazzando Dandjinou.
Il saluto al Monumental
Al decimo minuto, il Monumental ha tributato una standing ovation al numero dieci. Al termine, Messi ha parlato ai tifosi, commosso: "È difficile parlare oggi. Molte emozioni si accavallano. Ho difeso questa maglia, lottando e dando il massimo. Giocare in nazionale è la cosa più bella. Vivo uno dei giorni più tristi della carriera, ma ora sarò un tifoso e tiferò l’Argentina".
Il congedo è stato un passaggio di consegne. Messi ha aggiunto: "Dobbiamo dimostrare che uniti siamo più forti, ricordando che non è normale ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni". Per l’Argentina, resta il peso e il simbolo di una maglia che ha accompagnato il suo primatista, lasciando un'eredità.
La carriera ventennale con l'Albiceleste
Il cammino di Messi con la nazionale maggiore era iniziato il 17 agosto 2005 contro l’Ungheria. Si chiude con 208 presenze, 126 gol e 70 assist, numeri che in parte definiscono la sua eredità. Prima dei trionfi, la carriera fu segnata da sconfitte e ripensamenti: le finali di Coppa America perse nel 2007, 2015 e 2016, la finale del Mondiale 2014 contro la Germania e il ritiro dopo il ko contro il Cile.
La svolta è arrivata con Lionel Scaloni. La Coppa America del 2021, vinta contro il Brasile al Maracanà, ha aperto il ciclo vincente, proseguito con la Finalissima del 2022.