L'Italia ha superato la Turchia con un netto 3-1 nella quarta giornata di Nations League, disputata a Bologna il 5 ottobre 2026. Gli azzurri hanno aperto le marcature con Scamacca al 26', per poi essere raggiunti dal pareggio di Simsir al 61'. La reazione italiana è stata immediata: Calafiori ha riportato avanti la squadra al 65' e Esposito ha sigillato la vittoria all'87'.

Le scelte iniziali e la formazione azzurra

In vista dell'incontro, il CT Roberto Mancini ha optato per un ampio turnover, introducendo nove novità per chiudere il ciclo di quattro impegni.

Tra le scelte spiccano il ritorno di Romano a centrocampo e l'esordio di Doumbia. La formazione azzurra schierava Donnarumma in porta; una difesa a quattro con Ruggeri, Mancini, Bastoni e Di Lorenzo; a centrocampo Barella, Doumbia e Romano; in attacco, Scamacca centravanti, affiancato da Daniel Maldini e Vergara.

Il percorso pre-partita e le parole del CT

L'incontro si inseriva in un contesto delicato. Dopo la sconfitta all'Olimpico contro il Belgio, con timori di retrocessione in Serie B di Nations League e di perdere lo status di testa di serie per l'Europeo, la squadra aveva reagito. La vittoria per 4-0 contro la Turchia a Bursa e il pareggio per 1-1 contro la Francia (quattro punti in due trasferte) avevano ridato al gruppo identità, compattezza e fiducia.

Alla vigilia, il CT Mancini aveva espresso soddisfazione per il periodo con i giocatori, dichiarando la volontà di «chiudere in bellezza contro la Turchia». Aveva anche messo in guardia sui rischi: «L'errore sarebbe pensare che la partita con la Turchia sia semplice. Pensare questo sarebbe un errore madornale». Sulla Turchia, aveva aggiunto che la squadra è «molto forte, con grandi giocatori e sfortunata al Mondiale».

La gestione delle energie, dopo Parigi, aveva spinto il CT a un ampio turnover. «Cambieremo qualcosa in più», aveva detto Mancini, «perché ci sono stati solo due giorni per recuperare». Moise Kean, non avendo recuperato da un fastidio, aveva lasciato il ritiro. Il commissario tecnico aveva concluso: «Tutti quelli che hanno giocato hanno fatto il loro dovere».