Da Roma, il 21 ottobre 2026, giunge la richiesta di PETA al Crystal Palace: il club londinese di Premier League dovrebbe rinunciare all'aquila viva Phoenix, mascotte che vola prima delle partite casalinghe a Selhurst Park. L'appello contesta una tradizione radicata nell'identità della squadra, ma messa in discussione per ragioni di sicurezza e benessere animale.

La posizione degli animalisti

PETA ha scritto alla CEO del club, Sharon Lacey, chiedendo lo stop alla presenza dell'animale. L'organizzazione sostiene: "Uno stadio illuminato, pieno di tifosi rumorosi, non è un posto per animali".

Il rumore e la confusione degli stadi possono spaventare e disorientare gli uccelli, esponendo a rischi animali e spettatori. La proposta è di affidarsi solo a mascotte umane, eliminando animali vivi come intrattenimento.

La tradizione delle "Eagles"

Il Crystal Palace è soprannominato "Eagles" (Aquile) dal 1973. L'aquila allo stadio fu introdotta nel 2010 con Kayla, mascotte per dieci anni fino alla sua scomparsa nel 2020. Phoenix, la sostituta, ha debuttato nell'agosto 2024 contro il West Ham. Per PETA, il valore simbolico dell'aquila non giustifica il suo utilizzo in un contesto affollato e rumoroso. L'organizzazione afferma: "Le aquile sono simboli di libertà e meritano di meglio che essere usate come oggetti di scena per divertire i tifosi".

Rischi e precedenti citati

A sostegno della propria posizione, PETA richiama incidenti che hanno coinvolto mascotte animali, ferite o morte dopo collisioni. Viene ricordato un episodio legato a Kayla: nel 2017 un tifoso del Charlton fu giudicato colpevole di aver tentato di colpirla durante una partita di Coppa di Lega del 2015. Una pratica simile esiste in Italia: la Lazio fa volare l'aquila Olimpia sullo Stadio Olimpico prima del fischio d'inizio.