Da Roma, una chiara presa di posizione sul futuro della FIFA è giunta il 15 ottobre 2026: Ahmed Yahya, presidente della Federcalcio mauritana, ha espresso il suo pieno sostegno a Gianni Infantino al termine del Consiglio della FIFA tenutosi a Zurigo. Il dirigente mauritano ha ribadito il suo appoggio alla continuità della leadership dell’organizzazione, sottolineando il vasto consenso che, a suo giudizio, circonda l’attuale presidente.
Yahya ha sintetizzato la sua posizione con determinazione: “Sono certo che Gianni Infantino sia il presidente giusto.
La maggioranza vuole che Gianni Infantino resti”. Questa dichiarazione inserisce la questione della guida della FIFA in un dibattito più ampio sulla direzione del calcio mondiale, toccando temi cruciali come la governance, l’equa distribuzione delle risorse e la rappresentanza delle federazioni.
Il sostegno alle politiche della FIFA
Nel corso del suo intervento, Yahya ha difeso con forza due decisioni chiave dell’attuale gestione FIFA: l’espansione della Coppa del Mondo a 48 squadre e l’incremento del supporto finanziario destinato allo sviluppo del calcio a livello globale. Secondo il presidente della Federcalcio mauritana, l’allargamento del torneo non deve essere interpretato unicamente come una modifica del formato sportivo, ma piuttosto come un’opportunità strategica per coinvolgere un maggior numero di Paesi e ampliare le possibilità di partecipazione a livello internazionale.
La stessa logica si applica al sostegno economico fornito alle federazioni. Yahya ha evidenziato come il rafforzamento degli aiuti sia uno strumento essenziale per promuovere la crescita del calcio in tutto il mondo, specialmente in quelle aree dove le infrastrutture e le risorse sono meno sviluppate. Il suo ragionamento connette, quindi, la permanenza di Infantino alla volontà di proseguire un percorso di inclusione e investimento, già efficacemente avviato dalla FIFA negli ultimi anni.
Il principio di uguaglianza tra le federazioni
Un altro pilastro della posizione di Yahya riguarda il fondamentale principio di uguaglianza all’interno della FIFA. Il dirigente ha ricordato che ogni associazione membro gode dello stesso diritto di voto al Congresso FIFA, senza alcuna distinzione legata alla ricchezza o alle dimensioni del Paese rappresentato.
In questa visione, il peso politico di una federazione non dovrebbe mai dipendere dalla sua forza economica o dall’importanza del mercato calcistico di riferimento.
Riguardo alle riforme, Yahya non ha escluso l’idea di un cambiamento, ma ha sostenuto che le eventuali modifiche non dovrebbero riguardare esclusivamente la FIFA, bensì estendersi anche alle federazioni nazionali e alle confederazioni continentali, per un approccio più olistico e condiviso alla governance del calcio.