A Saint, il 1 ottobre 2026, Zinedine Zidane è tornato a riflettere pubblicamente sull’episodio della celebre testata a Marco Materazzi, avvenuta durante la finale dei Mondiali del 2006. L'occasione per questa rievocazione è stata la vigilia del suo primo incontro da allenatore tra Francia e Italia, un appuntamento che ha inevitabilmente riportato l'ex numero dieci dei Bleus a confrontarsi con uno dei momenti più discussi e indelebili della sua straordinaria carriera calcistica.
Il fuoriclasse francese non ha tentato di cercare attenuanti per il suo gesto, né ha cercato di trasformare l’episodio in una forma di rivendicazione personale.
Al contrario, il fulcro delle sue dichiarazioni è stato il chiaro riconoscimento dell'accaduto, espresso con le parole: "non sono fiero di quello che ho fatto". Zidane ha poi contestualizzato quell’azione all'interno di un percorso di vita e sportivo più ampio, sottolineando come una carriera non possa essere composta unicamente da momenti felici o da gesti esemplari. Da questa riflessione è scaturita la sintesi più incisiva del suo pensiero: "Ma non si possono fare solo cose belle".
Il ricordo della finale e il rapporto mai ricucito
Il riferimento alla finale mondiale disputata contro l’Italia rimane un elemento ineludibile ogni volta che Zidane viene richiamato a quella memorabile notte sportiva.
L’ex campione ha chiarito di voler concentrarsi su ricordi più costruttivi e positivi, pur senza voler in alcun modo cancellare o negare quanto accadde in quell'occasione. La testata inferta a Materazzi, un gesto che di fatto pose fine alla sua carriera con la nazionale francese, è stata descritta come un episodio ormai pienamente integrato nel suo cammino personale e professionale.
Interrogato specificamente sul suo rapporto con Materazzi, Zidane ha risposto con estrema chiarezza, senza lasciare adito ad alcuna interpretazione: "Mai più parlato con lui". Questa affermazione non è stata presentata come un attacco o una recriminazione, bensì come la semplice e oggettiva constatazione di una distanza che è rimasta inalterata e incolmabile da quel lontano giorno.
Nel corso del passaggio più significativo della conferenza stampa, Zidane ha saputo abilmente spostare il focus dell'attenzione dal passato più controverso alla partita imminente. La vigilia di questo nuovo Francia-Italia, ha osservato, si colloca in un contesto profondamente differente rispetto a quello del 2006: si tratta di un'altra gara, con un ruolo inedito per lui in panchina e in un momento completamente diverso della sua vita calcistica. Il ricordo della finale, pur persistendo, non deve in alcun modo diventare la chiave di lettura esclusiva per interpretare l’impegno attuale della Francia contro gli azzurri.