È stato annunciato a Roma l’arrivo di “Radici”, la docuserie dedicata a Daniele De Rossi e all’Ostiamare, che sarà disponibile dal 19 novembre 2026 su Sky Primafila e in streaming su Now. Il progetto, una produzione di DDR Media e Damocle in collaborazione con Sky, narra il significativo ritorno di De Rossi nella società dilettantistica di Ostia, il club dove aveva mosso i primi passi da calciatore, ben prima di calcare gli stadi internazionali, vestire la maglia della Nazionale e conquistare la Coppa del Mondo.
Il trailer già diffuso offre una chiara visione del senso personale che permea il racconto.
Nel video, Daniele De Rossi stesso collega il titolo della serie alla memoria vivida del campo in cui è cresciuto, affermando: "Qui era proprio pieno di radici di alberi. Sono cresciuto giocando tra le radici". Da questa immagine evocativa prende forma una narrazione che va oltre il semplice ritorno di un ex campione nel suo primo club, trasformandosi in una storia più ampia di un territorio che cerca nel calcio un fondamentale punto di incontro e di crescita collettiva.
Il calcio di base come luogo di appartenenza e sviluppo
“Radici” segue da vicino la prima stagione del progetto intrapreso dall’Ostiamare, la società sportiva che ha visto l’inizio della carriera calcistica di De Rossi. La serie pone Ostia non come un mero sfondo, ma come un elemento centrale e attivo della vicenda: un luogo complesso, caratterizzato da una forte identità, dove per intere generazioni il campo di calcio ha rappresentato un irrinunciabile spazio di aggregazione, incontro e condivisione.
Il racconto estende così il suo sguardo dal club all’intero quartiere. Come in molte altre realtà italiane, il calcio viene presentato come un’attività da praticare e un’opportunità per creare legami: un’occasione preziosa per ragazzi e famiglie, un vincolo quotidiano capace di favorire la crescita di una società sportiva in sinergia con l’ambiente circostante. L’Ostiamare diviene, in questo contesto, un punto di partenza esemplare per una profonda riflessione sul valore sociale del calcio di base.
Tra l'industria globale e il campo sotto casa
La docuserie non manca di analizzare la profonda trasformazione del calcio contemporaneo, evoluto in una vera e propria industria globale, un prodotto di massa, uno spettacolo continuo e una macchina incessante di immagini e contenuti.
La domanda che attraversa l’intera narrazione non è dettata da una sterile nostalgia, ma da una ricerca autentica: in un mondo in costante mutamento, “Radici” si interroga su cosa valga la pena non perdere di questo sport.
Gli elementi che la serie sottolinea come essenziali e da preservare sono il campo sotto casa, l’intimità dello spogliatoio, il legame autentico tra la squadra e la sua gente, il profondo senso di appartenenza a un luogo specifico e il tempo prezioso condiviso prima e dopo ogni partita. Questi aspetti rappresentano le vere radici del calcio, quelle che la docuserie intende riscoprire e valorizzare.