Da Londra, il 3 novembre 2026 alle 10:52, si apre un nuovo e significativo capitolo nel protratto confronto tra la Fifa e l'Uefa, incentrato sul controverso progetto di cessione di quote dei Mondiali a investitori privati. La federazione internazionale ha recentemente annunciato l'apertura dei propri archivi relativi a questa iniziativa, una decisione che, tuttavia, non appare sufficiente a dissipare i persistenti dubbi e le perplessità che continuano a circondare la gestione dell'operazione e i complessi processi che l'hanno accompagnata fin dalle sue origini.

La consultazione, tuttavia, non sarà né libera né pubblica. I membri del Consiglio Fifa avranno la possibilità di accedere ad alcuni documenti considerati cruciali, ma esclusivamente di persona, presso la sede di Zurigo, e sotto stretti vincoli di riservatezza, seguendo protocolli rigorosi appositamente stabiliti per preservare la confidenzialità delle informazioni. Questa decisione giunge a ridosso della scadenza imposta dall'Uefa, che aveva sollecitato chiarimenti formali e dettagliati in merito al dossier.

Modalità e limiti dell'accesso ai documenti

In una missiva indirizzata ai vertici dell'organismo, il segretario generale Mattias Grafstrom ha formalmente invitato i consiglieri a registrarsi per poter visionare gli atti presso la sede di Zurigo entro le prossime due settimane.

Un interrogativo fondamentale, tuttavia, permane: quali specifici documenti saranno concretamente resi disponibili ai membri del Consiglio, e con quali limitazioni?

L'Uefa aveva, in precedenza, avanzato una richiesta formale, fissando al 2 novembre la scadenza per ottenere risposte esaustive a oltre cento quesiti specifici riguardanti il progetto Fifa Forward Enterprise, meglio conosciuto con la sigla FFE. Questo ambizioso piano, successivamente accantonato a causa delle intense polemiche che aveva generato, prevedeva la possibilità di aprire a investitori privati una quota economicamente significativa legata ai futuri eventi dei Mondiali. Le domande poste dall'organismo europeo si focalizzavano, in particolare, sui processi decisionali che avevano condotto all'elaborazione dell'iniziativa e sulle precise responsabilità nella sua gestione.

Le contestazioni dell'Uefa e le posizioni della Fifa

Il presidente Gianni Infantino aveva, in precedenza, formulato delle scuse in merito al tentativo fallito, ma tali dichiarazioni non sono state considerate dall'Uefa come chiarimenti pienamente esaustivi. Dal canto suo, Mattias Grafstrom ha replicato definendo la richiesta europea particolarmente ampia e complessa, ribadendo che la proposta non avrebbe potuto concretizzarsi senza la preventiva e indispensabile approvazione del Consiglio Fifa e della maggioranza delle federazioni affiliate. L'Uefa, che ha peraltro intrapreso un'azione legale significativa negli Stati Uniti per ottenere maggiore trasparenza, persiste nel contestare l'assenza di risposte chiare e definitive in merito alle responsabilità e alle precise modalità operative con cui l'intera iniziativa era stata concepita, elaborata e gestita.