Adriano Galliani ha ufficialmente presentato la sua candidatura alla presidenza della FIGC, delineando un programma biennale concepito per imprimere un'accelerazione al rilancio del calcio italiano. Il piano, strutturato in 60 pagine e 18 punti, si riassume nel messaggio chiave: sono necessari "due anni di sprint" per dare una direzione comune al sistema e conseguire risultati concreti.
Le priorità del programma Galliani
Il progetto pone al centro le Nazionali e la valorizzazione dei giovani talenti italiani. Tra le priorità spiccano il rafforzamento dei vivai, l'introduzione di incentivi mirati per i club che investono nella formazione interna e la garanzia di un maggiore spazio per i calciatori cresciuti nei settori giovanili.
In quest'ottica, le seconde squadre Under 23 sono considerate uno strumento essenziale per facilitare il passaggio tra il calcio giovanile e il professionismo.
Un altro pilastro fondamentale riguarda la sostenibilità economica dei club. Il programma mira alla crescita dei ricavi, al contrasto efficace della pirateria e a una revisione approfondita delle sponsorizzazioni legate alle scommesse. Nel piano è inclusa anche la richiesta di riconoscere al calcio una quota delle risorse generate dal betting sportivo, unitamente a una revisione della fiscalità del lavoro sportivo. Questi interventi, nelle intenzioni della candidatura, dovrebbero alleggerire il carico sul sistema e renderlo più competitivo a livello internazionale.
Stadi, Euro 2032 e la visione temporale
Il capitolo dedicato agli stadi è strettamente connesso alla prospettiva di Euro 2032. La modernizzazione degli impianti è indicata come un passaggio imprescindibile per aumentare le entrate, migliorare la qualità dell'esperienza offerta ai tifosi e accrescere l'attrattività complessiva del movimento calcistico. Galliani riconosce apertamente che non tutte le criticità potranno essere risolte nell'arco di due anni, ma identifica nel biennio il periodo cruciale per imprimere un'accelerazione decisiva, produrre effetti misurabili e superare le frammentazioni che hanno finora rallentato l'adozione di scelte comuni.
La competizione per la presidenza FIGC
Nel contesto elettorale, la corsa alla presidenza della FIGC vede contrapporsi anche la candidatura di Giovanni Malagò, con la data del voto fissata per il 14 dicembre.
Il confronto tra i programmi evidenzia due approcci distinti: Malagò tende a valorizzare il lavoro già avviato, con un focus sulle Nazionali, le giovanili, Euro 2032, gli investimenti nei vivai, la sostenibilità e la fiscalità.