A Rotterdam, l'Inter di Cristian Chivu ha conquistato una vittoria europea contro il Feyenoord, imponendosi per 0-2. Il successo è arrivato in un momento delicato per i nerazzurri, reduci da una prova deludente nel derby, da rimonte subite in avvio di stagione e con una sola vittoria europea nelle prime tre gare. La squadra ha cercato e trovato una risposta significativa in Olanda.

La fiducia di Chivu

Il tecnico Chivu aveva difeso il lavoro del gruppo nonostante le critiche per le scelte contro il Milan. Aveva dichiarato: "Credo nel lavoro, in quello che è questa squadra e che ha fatto fino a ora.

Sono fiducioso in quello che faranno, sono campioni e lo hanno fatto vedere. Hanno portato un determinato standard a quello che rappresenta il nostro club e si cerca di creare. Ci sono episodi negativi, errori dai quali si deve imparare, accettare e guardare, cercando di sistemarli per andare avanti fiduciosi. Faremo una grande gara". L'allenatore aveva chiesto alla squadra attenzione e carattere, dopo aver invocato nel derby un’Inter "provinciale", capace di sudare, faticare e non sentirsi favorita.

Il tema dell’atteggiamento era stato ripreso anche da Marcus Thuram, già decisivo contro lo Shakhtar nell’unica vittoria in Champions dell’Inter, maturata in inferiorità numerica. Thuram aveva sottolineato: "Bisogna prendere coscienza che ci sia un piccolo problema sugli approcci.

Importante è non fare finta che non ci sia il problema, solo così si può intervenire. L'atteggiamento che abbiamo avuto in 10 dobbiamo portarlo avanti sempre, anche in campionato. Così dobbiamo scendere in campo".

Scelte obbligate e clima del De Kuip

Il Feyenoord, già capace di battere il Como, prossimo avversario dei nerazzurri in campionato, era considerato un ostacolo insidioso soprattutto davanti al proprio pubblico. Chivu aveva chiarito il peso della classifica europea: "Abbiamo sempre detto che la Champions si gioca partita per partita, ma vale anche per il campionato. Ovvio che se si vogliono fare i calcoli per arrivare tra le prime otto più o meno servono sedici punti. Noi siamo ancora in gara, consapevoli che non sarà semplice per noi e consapevoli di quello che siamo e vogliamo fare". La difesa era condizionata dall’assenza dello squalificato Bastoni, con spazio a Bisse.