Dopo la sconfitta dell'Udinese a Venezia, avvenuta il 6 novembre 2026, il tecnico Paolo Zanetti ha tracciato una chiara rotta per risollevare la squadra dall'ultimo posto in classifica. Il suo intervento ha evidenziato la necessità di un deciso cambio di passo, sia sul piano fisico che mentale, pur riconoscendo l'impegno profuso in campo dai suoi giocatori. La chiave di volta, secondo l'allenatore, risiede nella capacità di mantenere un ritmo elevato, di interpretare con lucidità i momenti cruciali della partita e di trasformare ogni difficoltà in un'opportunità di lavoro e crescita quotidiana.
Il messaggio più incisivo è stato consegnato da Zanetti nel riassumere la delicata situazione dei friulani: "Peggio di così, essendo ultimi, non si può fare". Da questa cruda constatazione è scaturita la richiesta di un "bagno di umiltà", inteso come un approccio più consapevole e determinato, che coinvolga sia la condizione atletica sia la prontezza psicologica. L'obiettivo primario rimane la salvezza, un traguardo sul quale il tecnico ha espresso piena fiducia, ma che richiede un incremento immediato di attenzione, intensità e una maggiore consapevolezza del momento difficile che la squadra sta attraversando.
Atteggiamento in campo e la mancata reazione
Zanetti ha escluso che la sconfitta sia stata causata da una mancanza di disponibilità o volontà da parte della squadra.
Al contrario, ha sottolineato che l'Udinese "non ha sbagliato atteggiamento" e che, per quanto dimostrato in una fase significativa della gara, "non meritava di perdere". Il punto critico è emerso in modo evidente dopo aver subito la rete del secondo svantaggio: in quel frangente, ha ammesso il tecnico, la squadra non è riuscita a trovare "né la forza fisica né quella mentale" necessarie per tentare di rimettere in equilibrio la partita.
La disamina dell'allenatore si è rivelata particolarmente severa riguardo alla percezione del rischio. "Purtroppo non percepiamo il pericolo", ha dichiarato Zanetti, evidenziando come ogni singolo errore commesso venga pagato a caro prezzo sul campo. L'allenatore ha ribadito con forza l'esigenza di "alzare i giri del motore", convinto che l'Udinese possegga le qualità intrinseche per raggiungere la salvezza, ma debba imperativamente diventare più intensa, più lucida nelle decisioni e più pronta a reagire nei momenti in cui l'andamento della partita subisce un cambiamento decisivo.
Dettagli della gara e le aree di intervento
La partita disputata al Penzo si è conclusa con la vittoria per 2-1 del Venezia, grazie alle reti siglate da Basic e Kike Perez. Analizzando la prestazione, Zanetti ha richiamato l'attenzione su aspetti più specifici che necessitano di miglioramento: un ritmo non sempre sostenuto, le pressioni esercitate in ritardo sugli avversari, alcune corse all'indietro non eseguite con la massima intensità e, in determinati frangenti, una chiara paura percepita tra i giocatori. Ha menzionato il contributo di Davis in relazione alle occasioni create e la gestione fisica di Solet, indicando aree specifiche su cui lavorare per migliorare la performance complessiva della squadra.