Da Roma, il 6 novembre 2026, Kimi Antonelli ha condiviso le sue riflessioni sul momento più significativo della sua giovane ma già brillante carriera. Pochi giorni dopo aver conquistato il prestigioso titolo di campione del mondo di Formula 1, diventando il più giovane di sempre, il pilota italiano della Mercedes, originario di Bologna, ha raccontato a Sky Sport le intense emozioni vissute in una stagione che lo ha proiettato nella storia del Mondiale. Ha inoltre delineato la sua visione per il futuro, spiegando come intenda affrontare i prossimi passi del suo percorso agonistico.

Il fulcro del suo racconto è una dichiarazione che fonde una profonda consapevolezza con un'ambizione inequivocabile: "È solo l'inizio", ha affermato il giovane talento della Mercedes, "voglio continuare a vincere, mentre quello a Monza è stato il successo più bello". Antonelli ha dunque individuato la vittoria a Monza come la più significativa, pur senza considerare il titolo appena conquistato come un punto di arrivo definitivo. Il suo messaggio è quello di un autentico campione che intende difendere la propria identità e proseguire la sua crescita all'interno di un contesto sportivo di altissimo livello.

Il percorso di un campione: gruppo, scaramanzie e crescita personale

Nel corso dell'intervista, il pilota ha ripercorso anche aspetti meno visibili e più intimi della sua stagione trionfale.

Ha menzionato le tante scaramanzie che, nel corso dell'anno, hanno finito per coinvolgere non solo lui ma l'intero paddock, trasformandosi in un elemento curioso e quasi rituale della sua routine. Parallelamente, Antonelli ha enfatizzato l'importanza cruciale del gruppo di persone fidate che ha saputo costruire attorno a sé. Queste figure, capaci di accompagnarlo nel lavoro quotidiano, sono state fondamentali per aiutarlo a reggere la pressione costante e le aspettative elevate.

Un altro punto centrale della sua narrazione ha riguardato la stagione precedente, descritta come un periodo difficile ma in retrospettiva decisivo per il suo attuale salto di qualità. Quelle difficoltà, lungi dall'essere un ostacolo insormontabile, sono diventate parte integrante del percorso che lo ha condotto al titolo mondiale.

Nonostante il trionfo e l'ingresso nella storia della Formula 1, Antonelli ha voluto fissare un principio personale molto chiaro e irrinunciabile: "voglio restare sempre me stesso". Questa frase cattura perfettamente il suo approccio al successo, con l'obiettivo primario di non lasciarsi alterare o snaturare dal risultato straordinario appena raggiunto.

L'omaggio a un'icona: Ayrton Senna in Brasile

Giunto in Brasile in vista dell'imminente Gran Premio, Antonelli ha vissuto un momento di grande intensità emotiva, profondamente legato al suo idolo, il leggendario Ayrton Senna. Ha avuto l'opportunità di incontrare la famiglia del compianto campione brasiliano e, in un gesto di profondo rispetto, è salito a bordo della storica Lotus di Formula 1 del 1986, una vettura iconica che ha segnato un'epoca. L'esperienza lo ha colpito profondamente, lasciandogli un'impressione indelebile.