Sarà pure una grande comodità ricaricare il cellulare da casa, tramite la propria banca stando comodamente seduti in poltrona, però il minimo importo supera sempre i cinque euro e varia di banca in banca. In alcuni istituti di credito, per quanto riguarda il gestore Tim, è addirittura di trenta euro, venti per la Vodafone, mentre la Wind permette di fare ricariche minime di dieci euro.


Il servizio fornito dalle banche ha veramente del paradossale, soprattutto per quanto riguarda Tim che impone il minimo più alto per i correntisti bancari, mentre, offre sempre online, tramite altri circuiti, la possibilità di eseguire ricariche telefoniche anche da sei euro, pagandole in contante presso i rivenditori di ricaricard, oppure con Carta di credito o Paypal.


Tim obbliga i propri clienti che utilizzano la banca per effettuare ricariche online a dover spendere l'importo minimo più alto rispetto a tutti gli altri Gestori telefonici.


Il comportamento del Gestore telefonico mobile TIM, ma anche di Wind e Vodafone è molto discutibile, poiché, gli stessi, permettono ai loro clienti di ricaricare il telefono con qualsiasi importo, pagandolo con altri sistemi, partendo da un minimo di cinque o sei euro al massimo.


Può sembrare strano a chi non ha un conto corrente abilitato alle operazioni online, ma è proprio così. Chi utilizza il servizio "ricarica cellulare" tramite il sistema "Operazioni veloci" messo a disposizione dalle banche, per clienti che hanno un conto corrente bancario, si troverà davanti a una tendina, con gli importi che partono (diversi per Gestore) da un minimo superiore a quello che si può ricaricare al di fuori dai circuiti bancari.


Non è assolutamente conveniente anche se molto comodo. Questo metodo mette con le spalle al muro gli utenti della telefonia mobile, costretti, a volte per necessità, a dover ricaricare il cellulare tramite banca.


Adesso non resta che comprendere se sono le banche a impostare minimi tanto alti, oppure dipende dai Gestori telefonici.