Scoppia ancora un altro scandalo all'interno del Pd. Si tratta di una richiesta di proroga indagini che è stata presentata al giudice di Genova. Tra gli iscritti nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta abbiamo il padre di Matteo Renzi, Tiziano. Indagine nata il 7 novembre 2013 dopo la dichiarazione di fallimento della società Chil Post srl e che viene seguita dal pubblico ministero Marco Ayroldi e Nicola Piacente. Il compito dell'azienda era la distribuzione di riviste e volantini.

Il curatore avrebbe notato delle uscite di denaro non giustificate e per questo ha chiamato in causa la Procura della Repubblica. Insieme a Tiziano Renzi, sono stati accusati anche Antonello Gabelli e Gianfranco Massone, al quale Tiziano Renzi ha ceduto la società.

Renzi senior ha ricevuto l'avviso di garanzia martedì, e lo stesso giorno il premier ha attaccato duramente la magistratura con il suo piano dei Millegiorni. L'avviso, però, sarebbe arrivato al termine dell'intervento del premier. Tiziano Renzi non appare preoccupato e scherzando con i giornalisti dichiara di non avere ancora nominato un avvocato, dichiarandosi fiducioso nella magistratura ma rassegnando, comunque, le dimissioni da segretario del circolo del Pd di Rignano sull'Arno.

Ancora prima di diventare Chil Post la società era stata avvolta dalle polemiche, coinvolgendo il sindaco di Firenze di allora. Il candidato alle primarie risultava assunto come dirigente della società di famiglia undici giorni prima che l'Ulivo lo candidasse a presidente della provincia di Firenze. E questa situazione ha portato al versamento dei contributi della pensione del dirigente da parte della collettività.

La Chil, creata da Tiziano Renzi, nel 2003 si trasferì dalla Toscana a Genova, prima in via Fieschi e in seguito in Galleria Mazzini. La sede iniziale fu lasciata a causa di un contenzioso con il proprietario dell'immobile e a causa del mancato pagamento di tre mensilità di affitto. Così venne chiesto alla Chil di pagare 11mila euro. Nel 2006 Tiziano vende il suo 50 per cento alle figlie e ciò porta alla fatturazione di 7 milioni di euro nel 2007.

Nel 2010, sempre Tiziano Renzi, cedette un ramo dell'azienda ad un'altra società di famiglia, la Eventi 6 srl, e la Chil venne ceduta a Gianfranco Massone. Attualmente sono tre gli indagati ma non si esclude che il numero possa aumentare.

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