Risale a due giorni fa la vicenda che ha lasciato a bocca aperta la Calabria intera. Sembra si sia consumato un orrendo abuso sessuale su tre minori di origine rom. Sono stati accusati dalla forze dell'ordine i genitori delle bambine e un 74enne. Abusi anche su una quarta bambina disabile di undici anni. Le indagini proseguono a caccia di altre persone che potrebbero essere implicate nella vicenda.

Un giro d'affari da 40mila euro

Sembra che sui genitori delle tre bambine che avrebbero subito abusi sessuali pendano svariati capi di accusa.

Le forze dell'ordine avrebbero accusato i tre di abuso di minore, pedofilia, pedopornografia, violenza sessuale, pornografia minorile e adescamento di minorenni. tra gli accusati risalterebbe i nominativi dei genitori delle bambine, che sarebbero state vendute in cambio di denaro, e quello di un 74enne, su cui pende già una denuncia per gli stessi reati risalente allo scorso agosto, a cui sembra siano stati già sequestrati alcuni video che riprendevano l'uomo durante i rapporti e i giochi svolti con le minori.

Si tratta, a quanto sembra, di nastri che riprendono ogni particolare dei rapporti avuti con le bambine. I genitori, di origine rom, avrebbero avuto da questo giro di affari introiti per circa 40mila euro.

Tra le bambine anche una disabile

Le bambine rispettivamente di 11, 12 e 13 anni sembra ricevessero dal 74enne dei piccoli doni per ringraziarle delle prestazioni svolte. Le indagini sono state avviate grazie alla denuncia di chi era completamente ignaro ai fatti.

A recarsi dai carabinieri sarebbe stata la coppia formata dai genitori di una quarta bambina di 11 anni affetta da disabilità che a quanto sembra veniva coinvolta in questi macabri giochi. Sembra che gli abusi andassero avanti da circa tre anni e i Carabinieri proseguono nelle indagini convinti che il losco giro d'affari, che coinvolge le minori, non sia formato solo dal 74enne. Secondo le prime informazioni trapelate le bambine avrebbero subito anche abusi da parte del padre.

I genitori sono stati bloccati al loro rientro dalla Romania, dovevano recuperare le proprie cose.

Segui la nostra pagina Facebook!