In Italia c'è un'isola. In realtà non è proprio "in Italia". Anzi, loro per indicare la nostra penisola dicono "Il Continente". "Ah, voi abitate in Italia", capita di sentire, e lo spaventato interlocutore "continentale" si chiede "Ma perché, qui cos'è? Germania?" La Sardegna è un posto molto particolare. È climaticamente sud, col carattere del nord ma sta al centro, e i suoi abitanti sono delle statue scolpite nella roccia, coerenti e integerrimi fino al midollo. Non è un caso che di undici Presidenti della Repubblica, due siano venuti dall'isola e un altro, Saragat, ne fosse originario.

La stessa forza che hanno avuto le donne del Sulcis, gente scolpita nella roccia, per la quale niente è impossibile.

La storia è per certi versi molto simile a tante altre: l'Igea è una ditta nata per bonificare delle aree contaminate della regione. Gli operai non ricevevano lo stipendio dalla regione Sardegna, a cui la società fa capo, da più di un anno, e la società era stata messa in liquidazione. Parlare di un piano di rilancio sarebbe suonato improbabile, se non addirittura ironico. Rilancio di cosa, nella provincia - quella di Carbonia-Iglesias - più povera d'Europa, dove le aziende chiudono, estrarre il minerale non conviene più e gli operai dell'Alcoa protestano inascoltati a Roma un mese sì e l'altro pure?

Eppure queste trentasette valorose hanno sfidato tutto e tutti e sono entrate, occupandolo, nel pozzo di Villamarina a Monteponi, una frazione di Iglesias, tra topi e umidità. Questo pozzo procura il 45% dell'acqua al capoluogo sardo, e pertanto Abbanoa, la società di gestione dell'acqua, è stata costretta ad interrompere la fornitura idrica agli abitanti del centro sardo durante la notte.

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Dopo tredici giorni di occupazione continua, le lavoratrici hanno ottenuto dei finanziamenti e delle rassicurazioni dal ministro Graziano Delrio e sono uscite dalla miniera, ma sono pronte a ricominciare quanto prima la lotta se alle promesse non faranno seguito i fatti, ovvero gli stipendi per gli operai e il rilancio del piano di bonifiche per l'Igea. Staremo a vedere se uno Stato che molti, da quelle parti, non sentono realmente come loro, questa volta non si limiterà a pagare pochi stipendi con una mano e continuare a smantellare con l'altra.