Ucciso carabiniere palermitano a Carrara con un colpo di pistola. A premere il grilletto è stato Roberto Vignozzi, un ex postino di 72 anni. L'omicida si è subito costituito dopo il delitto. A quanto pare, Vignozzi si sarebbe presentato in mattinata verso le 7.30 sotto casa della vittima , Antonio Taibi di 46 anni. Senza farsi riconoscere, ha citofonato all'appartamento del sottufficiale in via Monterosso utilizzando una scusa per avvicinarlo. Appena sceso al piano terra, Taibi apre la porta e viene ucciso dal suo carnefice con un colpo di pistola.  

Il movente

Il movente è una resa dei conti. 'Ha rovinato i miei figli', ha detto Vignozzi agli inquirenti.

Secondo il pensionato, infatti, il carabiniere era responsabile  della condanna al carcere dei suoi due figli, sui quali, il sottufficiale aveva svolto alcune indagini per droga. Una teoria, questa, poi condivisa dal procuratore di Massa Aldo Giubilaro. I due giovani, tra i 25 ed i 30 anni sono stati appena condannati ad un anno di reclusione dal tribunale di Massa. Di questi, uno, soprannominato "Diabolik", è coinvolto nelle indagini di alcune rapine compiute a volto coperto.

'Un gigante buono', era soprannominato Taibi

Originario di Palermo, Antonio Taibi si era trasferito, molti anni fa, a Carrara dove viveva con la moglie Maria Vittoria, 42 anni e i suoi due figli di 14 e 17 anni. La vittima viene descritta come "un gigante buono", un uomo generoso, disponibile, dedito al proprio lavoro.

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Diversi sono i pensieri dedicati a Taibi, sui social network. 'Era un professionista eccezionale' - dichiara un amico della vittima - "Antonio sapeva svolgere perfettamente il suo lavoro". 

Vignozzi è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono. Sono stati ascoltati anche alcuni testimoni dell'omicidio. Uno di questi è proprio il figlio di Taibi, il quale avrebbe assistito all'uccisione del padre. In caserma sono arrivati anche la moglie dell'assassino con uno dei due figli, entrambi accompagnati dall'avvocato dell'imputato Guido Bernieri. Quest'ultimo, alla luce dei fatti, avrebbe, però, rinunciato all'incarico.