Un video hot diffuso sui social. Inizia così l'incubo di Tiziana Cantone, che non è riuscita a superare la vergogna e si è impiccata con un foulard nella sua nuova casa di Mugnano, in provincia di Napoli. Il corpo è stato rinvenuto dalla zia nel pomeriggio del 13 settembre 2016.  La trentunenne aveva condiviso alcuni filmati hard con cinque amici di Whatsapp e uno di loro li aveva diffusi su Facebook e Twitter a sua insaputa. Il tutto era iniziato come un gioco, ma quel gioco è diventato un tormentone sui social e una condanna per Tiziana. Da quel momento, infatti, è entrata in depressione. Era diventata celebre la frase che ripeteva: "stai facendo il video? Bravoh".

I commenti sul web erano duri, categorici e le hanno cambiato la vita. I frame avevano attirato anche l'attenzione dei suoi compaesani di Casalnuovo di Napoli.

Voleva cambiare identità

Tiziana aveva deciso di lasciare Napoli per rifarsi una vita e per un periodo si era trasferita in Toscana. Aveva anche avviato l'iter per cambiare identità. Proprio qualche giorno fa inoltre Roberta Foglia Manzillo, il difensore della donna, aveva ottenuto un provvedimento d'urgenza per rimuovere i filmati dal web, dopo aver citato in giudizio Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google, Youtube e tutte le persone coinvolte. Secondo Monica Marrazzo, il giudice che ha seguito il caso, i video sarebbero dovuti essere eliminati molto prima onde evitare di rovinare una vita. Intanto la procura di Napoli nord ha aperto anche un fascicolo per istigazione al suicidio.

Ora però è troppo tardi

Ora però è troppo tardi e a soli 31 anni Tiziana non è riuscita a superare la vergogna e il dolore.

I migliori video del giorno

 Già qualche mese fa la ragazza, aveva tentato di togliersi la vita che dal momento in cui i video sono apparsi in rete è stata stravolta. Il web ha massacrato la campana con tutta la sua ferocia. Nel suo profilo Facebook, sono arrivati in centinaia per insultarla, utenti che di lei non conoscevano niente. Così non è riuscita a liberarsi del dolore di una vicenda che le aveva strappato ogni diritto. È stata ritrovata nell'alloggio nel quale, insieme alla madre, stava provando a cominciare una nuova vita.