Pochi giorni fa la madre di una bimba delle scuole elementari di Milano ha scritto sul diario della figlia una giustificazione nella quale ha spiegato che la figlia non ha svolto i compiti assegnati perché dopo 8 ore trascorse a Scuola ha diritto di dedicarsi ad attività sportive e ricreative.

Il post su Facebook

Come si legge su Repubblica, la signora Anna Santoiemma ha pubblicato su Facebook la giustificazione scritta sul diario della figlia Mariasole, una breve spiegazione che sta generando molte polemiche. Rivolgendosi alle "gentili maestre", il genitore spiega che la bimba "non ha potuto studiare storia perché dopo 8 ore di scuola, dalle 17 alle 19.30 ha dedicato il suo tempo libero restante ad attività ricreative e sportive."

Discussione e polemiche

Molte persone si trovano d'accordo con la signora Santoiemma, parlando del tempo che viene tolto ad altri tipi di attività, dal gioco allo sport per esempio, altrettanto utili per la crescita e per il benessere psico-fisico dei ragazzini oppure lamentandosi del gravoso impegno di dover seguire a casa i troppi compiti dei figli.

Altre persone - docenti ma anche genitori - insistono sull'importanza dei compiti e dei piccoli sacrifici, del senso del dovere e del dover imparare a rispettare le regole.

Il tema poi si amplia e la discussione dei due schieramenti si esprime sul modo di comunicare scelto dalla donna: per alcuni la mamma milanese avrebbe dovuto recarsi a scuola e parlare direttamente con le insegnanti, altri si interrogano sul significato di pubblicare su Facebook la pagina del diario. C'è chi pensa che questo inasprisca i rapporti fra genitori e docenti invece che creare alleanze favorevoli alla buona crescita dei bambini.

Qualcuno ricorderà la lettera di un altro genitore, Marino Peiretti di Varese, che il mese scorso - all'inizio dell'anno scolastico - si è rivolto agli insegnanti del figlio spiegando il motivo per cui il ragazzino di tredici anni - che si chiama Mattia - non ha fatto i compiti estivi.

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Dopo aver elencato le avventure che hanno impegnato papà e bambino durante l'estate, l'uomo ha scritto: "voi avete nove mesi circa per insegnargli nozioni e cultura, io tre mesi pieni per insegnargli a vivere." E voi che cosa ne pensate?