Lo street artist partenopeo Jorit Agoch, uno dei maggiori artisti contemporanei italiani e famoso ormai in tutto il mondo, è stato tratto in arresto nel tardo pomeriggio di ieri dalle forze dell'ordine israeliane. Con lui anche un connazionale, suo collaboratore, del quale però non sono ancora note le generalità. L'artista si trovava in Cisgiordania, a Betlemme per la precisione, per realizzare un'opera sul muro di separazione israeliano.

L'enorme murale, ormai sul punto di essere completato, ritrae Ahed Tamimi, la giovanissima attivista palestinese incarcerata nei mesi scorsi per aver preso a schiaffi due militari dell'IDF(Israel Defense Forces). La notizia, che da ieri notte sta letteralmente facendo il giro del mondo, è stata data dallo stesso artista, che ha chiesto aiuto con un post pubblicato congiuntamente su Instagram e Facebook, queste le sue parole: "Siamo stati tratti in arresto a Betlemme dall'esercito israeliano, se qualcuno può aiutarci per favore lo faccia".

Le modalità dell'arresto

Il video di seguito immortala la camionetta – la stessa visibile nella foto pubblicata da Jorit – dell'esercito israeliano mentre porta via i due artisti italiani, tra le proteste dei presenti.

Stando a quanto riportato dall'ANSA, Jorit Agoch ed il suo collaboratore sarebbero stati accusati di aver 'deteriorato ed imbrattato il muro di difesa di Betlemme, senza averne l'autorizzazione'.

Le dichiarazioni arriverebbero da un comunicato ufficiale di un portavoce della polizia israeliana, secondo il quale i giovani sarebbero stati ammanettati "mentre con il viso opportunamente coperto, dipingevano illegalmente sul muro". I ragazzi, non appena constatate le intenzioni della Polizia, avrebbero tentato di scappare a bordo di una vettura, che sarebbe stata però fermata dai militari.

Le parole del sindaco di Napoli

Istantanea la reazione sui social dei numerosi sostenitori dell'artista, che nel corso degli anni è diventato un vero e proprio simbolo della città di Napoli e in più in generale per l'arte italiana, le sue opere infatti, impressionanti per le definizione e l'accuratezza dei dettagli, sono presenti in tutto il mondo.

Il primo a parlare è stato proprio il primo cittadino del capoluogo campano, Luigi de Magistris, queste le sue parole: "Sul muro dell'apartheid dei nostri giorni un artista napoletano ha immortalato il viso della giovane Ahed Tamini, la palestinese tratta in arresto, pur essendo minorenne, soltanto per aver manifestato il legittimo disprezzo contro l'esercito occupante della sua terra. [...] Non può essere considerato un torto ritrarre il viso di una giovane eroina palestinese, il torto semmai è averla messa in prigione, aver tenuto sotto assedio il suo villaggio ".