Il peggioramento dello stato di salute dopo aver contratto il Coronavirus è stato così repentino che Paolo Gnudi, 50enne bolognese, non è riuscito nemmeno a giungere in ospedale. L'uomo è morto a casa, accanto alla compagna con cui stava insieme da circa dieci anni.

L'annuncio della scomparsa è stato fatto sul suo profilo Facebook dal cugino Umberto Gnudi, medico in prima linea contro il Covid-19 presso l'ospedale di Pesaro. Su Il Resto del Carlino il racconto della malattia da parte dello zio Mauro Barbieri.

Paolo, deceduto a 50 anni a causa del coronavirus

Non ce l'ha fatta Paolo Gnudi, l'imprenditore bolognese di 50 anni deceduto a causa del coronavirus. L'annuncio è stato dato sui social da Umberto Gnudi, suo cugino e primario presso l'ospedale di Pesaro, che negli ultimi tempi si trova a lottare quotidianamente contro il Covid-19. Stando alla sua dichiarazione, l'uomo non soffriva di nessuna patologia pregressa: il coronavirus gli avrebbe spezzato per sempre la vita solo dopo poco tempo che gli era stato diagnosticato.

Il tutto sarebbe successo nel giro di due settimane, come racconta lo zio di Paolo, Mauro Barbieri, sulle pagine de Il Resto del Carlino.

L'uomo aveva manifestato alcuni sintomi, tra cui tosse e febbre, e per tale motivo si sarebbe rivolto a un medico che, vista la situazione, aveva deciso di sottoporlo, insieme alla sua compagna con cui conviveva da 10 anni, al tampone. Quello di Paolo era risultato positivo, mentre quello della compagna negativo.

Il peggioramento repentino e il decesso a casa

Il quadro clinico dell'uomo è peggiorato in maniera repentina, infatti non c'è stato nemmeno il tempo di ricoverarlo in ospedale: Paolo è deceduto nella sua casa ad Anzola, nella provincia di Bologna, luogo in cui aveva deciso di ritirarsi con la compagna dopo la chiusura della sua attività in seguito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in merito all'emergenza sanitaria in corso.

Anche lo zio Mauro Barbieri ci ha tenuto a precisare che Paolo non soffriva di nessuna patologia pregressa, rimane qualche dubbio in merito ad un probabile disturbo al cuore ereditario, ma sono tutte ipotesi, visto che nemmeno la vittima è stata mai a conoscenza di soffrire di tale malattia.

Paolo Gnudi era un imprenditore e nella vita collaborava con grandi aziende come la Ducati. Dallo zio viene descritto come un uomo sempre presente, altruista e amante dei cavalli. Anche il cugino Umberto Gnudi, tramite il suo annuncio su Facebook, ha mostrato una profonda tristezza per tutto ciò che sta accadendo a causa del coronavirus: "State a casa.

E non andrà tutto bene. Ma finirà".

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