Roberta Zaninoni è figlia di una delle tante vittime bergamasche del Coronavirus, la provincia con il più alto numero di casi in Italia. Ai microfoni dell'Ansa, la donna ha voluto raccontare la dura situazione che sta affrontando la Valseriana, sua terra d'origine e che rientra tra le zone più colpite dall'attuale emergenza sanitaria. Ha ricordato in primis suo padre Giuseppe, ma ha anche parlato dell'altissimo numero di decessi della provincia: "Una tragedia, è una guerra". Per concludere un appello a chi prende la situazione Covid-19 ancora sottogamba: "Per favore non lo sottovalutatelo, come l'ho sottovalutato anch'io".

Roberta Zaninoni sui decessi da Covid-19: 'È una tragedia'

È un duro sfogo quello di Roberta Zaninoni, figlia di Giuseppe, una delle tante del Coronavirus del bergamasco, la provincia con il più alto numero di casi in Italia (nella giornata di mercoledì 18 marzo, i dati della Protezione Civile ne segnavano ufficialmente 4.305). In un'intervista per l'Ansa, la donna ha voluto raccontare la tragica situazione che sta attraversando la provincia di Bergamo in questo periodo, ma soprattutto ciò che ha dovuto affrontare suo padre.

"Non era giusto che moriva così, che moriva come un cane", inizia così il racconto di Roberta, con la voce rotta dalla rabbia, soprattutto quando il suo pensiero va verso il "giudizio" delle persone: "La gente ancora adesso dice: ma erano vecchi, ma erano malati. Era mio padre e non era vecchio e non era malato".

Visto l'elevato numero di decessi, la situazione sta diventando complessa anche per le pompe funebri, che sono ormai al collasso.

Stando a quanto raccontato Roberta Zaninoni, la cremazione del padre non avverrà prima di due/tre settimane. Adesso la salma di Giuseppe si trova insieme agli altri defunti: "È pieno di casse, non capisci più chi è e chi non è. Una tragedia, è una guerra".

La tragica situazione della Valseriana

La Valseriana, zona da cui proveniva Giuseppe, ormai è diventa spettrale: "Tutto il giorno si sentono ambulanze e campane di lutto".

Una postilla in merito anche alla "zona rossa" che è stata fatta a Codogno e nel basso lodigiano: "Perché non l'hanno fatta anche nella Valseriana? Perché son dovuti morire tutti i nonni e tutti i papà?".

In conclusione un appello a tutte quelle persone che, ancora oggi, prendono la pandemia "alla leggera": "Per favore non sottovalutatelo, come l'ho sottovalutato anch'io". La donna ha poi proseguito: "Non è un'influenza normale, non è vero che uccide solo gli anziani, non è vero che uccide solo le persone malate, ma anche le persone sane". Un appello anche allo Stato, affinché chiuda tutto, anche le grandi aziende: "I soldi sono più importanti della Salute?

Io penso di no".

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