Sembra che attraverso il piano di sviluppo del governo Saudi Vision 2030 l'Arabia Saudita stia facendo passi avanti, anche se minimi, nei confronti delle donne. In seguito all'emergenza Covid-19 e quindi alla necessità dello smart-working e delle lezioni online, il Ministro dell'Istruzione saudita Hamad bin Mohammed Al Al-Sheikh ha annunciato l'apertura di due università digitali a Riad e a Gedda, alle quali potranno accedere solo donne. Può essere considerato un passo avanti, dato che l'istruzione delle donne è una battaglia continua in Arabia Saudita.

Presentato il piano Saudi Vision 2030

Saudi Vision 2030 è il piano di sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri del Regno nel 2016, in seguito ad un notevole aumento demografico.

L'intento è di portare gran parte della popolazione nella forza lavoro, trasformando l'economia da dipendente dai redditi petroliferi ad un'economia post-petrolifera. Tra i vari obiettivi, Saudi Vision 2030 mira ad aumentare la partecipazione femminile nel Paese.

Il piano sembra volersi occupare anche dell'occupazione delle donne, che rappresentano soltanto il 26% della forza lavoro. Hin al-Zahid, Sottosegretaria per l'emancipazione femminile del Ministero delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale di Riad, ha dichiarato che l'intento del piano è quello di portare la forza lavoro delle donne almeno al 30%. Tra gli obiettivi principali, c'è quello di inserirle nelle società quotate in borsa e nei consigli di amministrazione, proponendo lavoro a circa 1 milione di donne entro il 2030.

Questa proposta sembra, però, un paradosso se consideriamo che le donne sono ancora dipendenti da un sistema conservativo che prevede che le decisioni siano prese dai parenti maschi. Infatti, la ragione principale per cui le donne non hanno un'occupazione è legata alle tradizioni culturali e religiose che ritengono che la donna debba soltanto prendersi cura della casa e dei propri figli.

Aria di cambiamento, ma non a tutti gli effetti

Queste operazioni prevedono, quindi, un riconoscimento dei diritti, senza dei reali cambiamenti. Un'altra prova lampante è stata l'abolizione del divieto di guida: le donne hanno il diritto di guidare, ma con un permesso maschile. Le numerose polemiche generatesi hanno portato, infine, all'arresto di numerose attiviste accusate di "tradimento".

Queste proposte sono passi avanti estremamente importanti, ma non è da sottovalutare la disuguaglianza di genere ancora predominante. Nonostante ciò, il rapporto della Banca Mondiale, ha indicato l'Arabia Saudita come paese che ha fatto più progressi per quanto concerne l'emancipazione femminile.

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