Un omicidio brutale ha scosso la comunità di Pimonte, nel Napoletano, la sera del 30 agosto 2026. La vittima è Raffaele Afeltra, 69 anni, un uomo indicato come elemento di spicco della criminalità organizzata locale. L'agguato è avvenuto mentre Afeltra si trovava a bordo di un'auto, seduto sul lato passeggero, in compagnia del genero. I fatti si sono consumati nei pressi di un terreno, in circostanze che gli inquirenti stanno ora ricostruendo con attenzione.

L'esecuzione è stata fredda e rapida: l'assassino ha esploso un totale di quattro colpi con un fucile calibro 12.

Tre di questi proiettili hanno raggiunto Afeltra, causandone il decesso immediato sul posto. L'uomo era tornato in libertà da circa tre anni, dopo aver scontato un periodo di detenzione. Le delicate indagini per fare piena luce su questo grave fatto di sangue sono state affidate ai carabinieri della compagnia di Castellammare e al Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, che stanno operando congiuntamente.

La ricostruzione dettagliata dell'agguato

La dinamica dell'agguato, avvenuto nel territorio di Pimonte, un comune del Napoletano, è al centro delle attenzioni investigative. Raffaele Afeltra si trovava all'interno del veicolo insieme al genero quando è stato improvvisamente raggiunto da sconosciuti che hanno aperto il fuoco.

La violenza dell'attacco è stata evidente nell'uso di un fucile calibro 12 e nella quantità di colpi esplosi contro l'automobile. Il dato preciso dei quattro colpi, di cui tre andati a segno, delinea un quadro di estrema determinazione da parte degli aggressori.

L'intervento tempestivo dei carabinieri si è concentrato sulla meticolosa ricostruzione della scena del crimine e sull'individuazione della possibile matrice del delitto. Gli accertamenti sono condotti congiuntamente dalla compagnia di Castellammare e dal Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, le due articolazioni territoriali incaricate delle investigazioni. Il corpo di Afeltra è rimasto sul luogo dell'agguato, a conferma della rapidità e della letalità dell'azione criminale.

Il profilo e il passato criminale di Raffaele Afeltra

Raffaele Afeltra era una figura ben nota negli ambienti della criminalità organizzata, indicato come lo "storico boss" del potente clan Afeltra-Di Martino. Il suo nome era da tempo associato alle dinamiche malavitose non solo di Pimonte, ma dell'intera area vesuviana del Napoletano. La vittima era anche conosciuta con il soprannome di "o burraccion", un dettaglio che ne sottolinea la notorietà nel contesto criminale. Era tornato in libertà dopo aver scontato una condanna per estorsione, un reato che aveva segnato una parte significativa del suo percorso.

Il suo passato criminale era denso di episodi rilevanti, inclusa una latitanza iniziata nel dicembre precedente e conclusasi solo nel marzo 2019, quando si era costituito alle autorità a Siena.

Inoltre, Afeltra era stato coinvolto attivamente nelle sanguinose guerre di camorra che avevano insanguinato gli anni Ottanta nell'area vesuviana, con riferimenti specifici ai clan D’Alessandro e Imparato. Tutti questi elementi, che compongono il suo profilo personale e criminale, sono ora oggetto di approfonditi accertamenti da parte dei carabinieri, nel tentativo di individuare il movente e i responsabili dell'omicidio.