Il 31 agosto 2026, a Benevento, presso il Centro La Pace, si è aperta la prima giornata dell'incontro dei vescovi dedicato alle aree interne. L'evento ha riunito una trentina di presuli per un confronto promosso dalla CEI, che ha evidenziato una visione rinnovata di questi territori: non più considerati marginali, ma riconosciuti come luoghi vitali, capaci di custodire legami, memoria e fede popolare, e di offrire concrete possibilità di futuro. I lavori hanno sottolineato l'urgenza di affrontare il presente con speranza, promuovendo la costruzione di alleanze strategiche tra Chiesa, istituzioni e società civile.

Questo appuntamento, avviato nel 2021, mira a condividere buone prassi e a delineare nuove prospettive per le comunità che si confrontano quotidianamente con significative trasformazioni pastorali, sociali e demografiche. La sessione del 31 agosto è stata introdotta da mons. Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento, e da mons. Felice Accrocca, arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno. Un tema centrale discusso è stato il ruolo cruciale delle comunità cristiane nella salvaguardia del patrimonio di relazioni e valori presenti nei territori, e nella lotta contro l'individualismo crescente.

L'intervento di Mons. Crociata: oltre l'assistenza

Durante i lavori, Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e presidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea, ha posto l'accento sull'importante operato della Caritas nelle aree interne.

Tuttavia, ha evidenziato un aspetto ancora insufficiente: la capacità dell'esperienza cristiana di incidere profondamente. Nelle sue parole, l'ambito che rimane scoperto concerne la dimensione comunitaria e personale della vita cristiana e la sua effettiva possibilità di contribuire alla costruzione del bene comune nei territori.

Crociata ha collegato questa riflessione alla necessità di una presenza cristiana che possa fattivamente contribuire a forgiare una società più giusta, più equa e più unita, fondata su un progetto e una visione condivisa per il futuro. Ha chiarito che il suo riferimento non si limita all'azione puramente assistenziale, ma si estende alla capacità intrinseca delle comunità cristiane di partecipare attivamente alla costruzione del bene comune all'interno dei contesti territoriali oggetto dell'incontro.

L'importanza della collaborazione locale

Nel prosieguo del suo intervento, Mons. Crociata ha espresso una critica verso le iniziative "calate dall'alto" e gestite in modo centralizzato. Il vescovo ha sottolineato come le esperienze basate sul lavoro condiviso e su una collaborazione molteplice a livello locale si siano dimostrate significativamente più efficaci rispetto agli interventi diretti dal centro. Il richiamo alla necessità di un approccio partecipativo e radicato nel territorio è stato un punto fermo della sua analisi.