Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, hanno rivolto critiche al Governo in merito alla grave situazione del carcere della Dozza. L'attenzione è stata posta sul problema del sovraffollamento e sulla necessità di interventi urgenti, come evidenziato durante una visita istituzionale alla struttura penitenziaria bolognese il 24 agosto 2026. All'iniziativa hanno partecipato anche rappresentanti della giustizia e delle amministrazioni locali, sottolineando l'urgenza di risposte concrete.
Matteo Lepore ha lanciato un appello diretto: «Noi dobbiamo svegliare il Paese perché sul fronte carcerario occorre fare molto di più di quello che il Governo sta facendo. E questo incontro in carcere ha dato prova di quanto la Dozza abbia un sovraffollamento inaccettabile». Il sindaco ha proposto l'istituzione di «un tavolo vero con il ministero della Giustizia per chiedere risposte concrete e non di propaganda». Michele de Pascale ha ribadito che la criticità maggiore è proprio il sovraffollamento, affermando con forza: «Stanze che sono state concepite per essere singole che ospitano stabilmente due persone è inaccettabile» e «stiamo parlando di una struttura che ha il 133% delle presenze che dovrebbe avere».
Le condizioni critiche del carcere di Bologna
Durante la visita della delegazione, è emerso un quadro preoccupante: all'interno del penitenziario sono detenute 810 persone a fronte di una capienza di 480, con un tasso di sovraffollamento prossimo al 140%. Le condizioni di vita sono state descritte come estremamente difficili, non solo per i detenuti ma anche per il personale. Gli agenti di polizia penitenziaria, infatti, si trovano a gestire quotidianamente episodi di aggressioni e violenze, operando in condizioni definite inadeguate e soffrendo anche a causa del caldo intenso e della carenza di organico.
Il presidente della Camera penale di Bologna, Nicola Mazzacuva, ha sottolineato la violazione dei diritti fondamentali: «Chiediamo che vengano rispettati i principi costituzionali e di umanità della pena, che in questa situazione sono davvero trasgrediti, violati – così come il principio rieducativo della pena».
L'assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, ha confermato che la criticità principale rimane il sovraffollamento, rivelando di aver già inviato una lettera al ministro della Giustizia per sollecitare interventi urgenti e mirati.
Appello per investimenti e risorse concrete
Matteo Lepore ha criticato l'operato del Governo, evidenziando una contraddizione nelle politiche adottate: «il Governo, in questi cinque anni, ha fatto decreti per dire alle persone che occorreva mettere più criminali in carcere e ora ha fatto un decreto per svuotare le carceri, ma non è riuscito a fare né l'una né l'altra cosa». Il sindaco ha concluso che «il problema è che servono investimenti veri, risorse che il governo non sta mettendo».
Le istituzioni locali, dunque, propongono con determinazione la creazione di un tavolo di confronto con il ministero della Giustizia. L'obiettivo è affrontare concretamente le molteplici criticità del carcere della Dozza e garantire finalmente migliori condizioni sia per i detenuti che per il personale, superando le logiche di mera propaganda.