Un tragico incidente ha scosso l'alpe Buscagna, nel territorio di Baceno, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove una fuga di monossido di carbonio ha causato la morte di Pietro Maria Fiori, 35 anni, originario di Milano. L'uomo è deceduto nella notte tra sabato e domenica, in una baita isolata situata nella pittoresca valle Devero. La notizia, diffusa il 30 agosto 2026, ha rivelato che insieme alla vittima si trovava una ragazza di 19 anni, anch'essa volontaria, la quale è stata ricoverata in gravi condizioni presso l'ospedale Niguarda di Milano, dove sta ricevendo le cure necessarie.
Pietro Maria Fiori stava trascorrendo un periodo in alpeggio come volontario, partecipando a un'iniziativa promossa da un'associazione che si occupa di selezionare e mettere in contatto persone disponibili a offrire il proprio aiuto agli allevatori durante la stagione estiva. La sua attività si svolgeva specificamente presso l'azienda agricola Francesco Biondo. Oltre alla vittima e alla giovane volontaria di 19 anni, l'incidente ha coinvolto e intossicato altre persone presenti nella baita o direttamente coinvolte nelle attività dell'alpeggio, portando il bilancio complessivo a un morto e cinque intossicati.
Bilancio e operazioni di soccorso
Tra le persone intossicate figurano il gestore dell'alpeggio, suo padre e due dipendenti dell'azienda agricola Francesco Biondo.
Il bilancio complessivo dell'incidente è tragicamente di un morto e cinque persone intossicate. Due uomini di 62 anni sono stati trasportati d'urgenza con l'elisoccorso all'ospedale di Novara, dove sono stati presi in carico e trattati in codice giallo. Altre due persone sono state trasferite all'ospedale di Domodossola; le loro condizioni, inizialmente classificate come meno gravi, hanno mostrato un successivo e preoccupante peggioramento, richiedendo maggiore attenzione medica.
L'allarme è scattato intorno a mezzanotte e mezza, nella notte tra sabato e domenica, quando la situazione è precipitata. A chiedere aiuto è stato uno dei margari, che, probabilmente già confuso e disorientato a causa dell'intossicazione, ha incontrato difficoltà nel fornire indicazioni precise sul luogo esatto dell'emergenza, riuscendo solo a pronunciare un disperato "Aiutateci" al telefono.
Data l'ubicazione particolarmente isolata della baita nell'alpe Buscagna, l'intervento ha richiesto l'impiego coordinato e massiccio di numerose squadre di soccorso: il soccorso alpino, la guardia di finanza, i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e l'elisoccorso. Mezzi di soccorso specializzati sono giunti anche da città più distanti come Torino e Como per supportare le complesse operazioni.
Le indagini e il sequestro del boiler
Le indagini per chiarire le esatte cause dell'accaduto sono state affidate al soccorso alpino della guardia di finanza di Domodossola. Gli investigatori hanno prontamente proceduto al sequestro di un boiler presente all'interno della baita. Questo apparecchio è attualmente al centro dei sospetti come possibile origine della fatale fuga di monossido di carbonio.
Gli accertamenti si concentrano ora approfonditamente sul malfunzionamento dell'impianto e sulla ricostruzione dettagliata della dinamica che ha portato a questa tragica fatalità, cercando di comprendere ogni aspetto dell'incidente.