Quattro persone sono state tratte in salvo nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2026 dalla Guardia Costiera di Alghero, dopo che la loro imbarcazione di circa ventuno metri si è incagliata sugli scogli nell'insenatura di Cala Dragunara, a Capo Caccia. L'incidente è avvenuto in un contesto di mare mosso e forti raffiche di vento, rendendo le operazioni di soccorso particolarmente complesse. L'allarme è scattato intorno all'una di notte, quando una richiesta di aiuto è pervenuta alla sala operativa della Guardia Costiera di Alghero.

In risposta all'emergenza, è stata prontamente inviata la motovedetta Cp 871.

L'equipaggio ha dovuto affrontare condizioni di navigazione proibitive per raggiungere il punto dell'incaglio. A bordo dell'imbarcazione, con la poppa bloccata sugli scogli, si trovavano le quattro persone, che, sebbene spaventate dall'accaduto, erano fortunatamente in buone condizioni di salute. Due donne sono state immediatamente trasbordate sulla motovedetta e condotte in sicurezza alla banchina Dogana del porto di Alghero. Qui, ad attenderle, c'era un'ambulanza del 118 e il personale sanitario. Le due donne non hanno riportato traumi fisici o ferite, ma hanno manifestato una comprensibile e profonda paura per l'esperienza vissuta.

Operazioni di disincaglio e rimorchio dell'imbarcazione

Mentre le operazioni di soccorso alle persone erano in corso, la motovedetta è tornata a Cala Dragunara.

Nel frattempo, era giunta sul posto una ditta specializzata nel rimorchio di imbarcazioni. Prima di procedere, è stata eseguita un'accurata verifica dell'integrità dello scafo. Una volta accertata la sicurezza, si è dato il via alle delicate operazioni di disincaglio: la barca è stata liberata dagli scogli e successivamente rimorchiata verso un approdo considerato sicuro. L'intera manovra è stata costantemente scortata dalla motovedetta della Guardia Costiera. Un aspetto fondamentale dell'intervento ha riguardato anche il monitoraggio ambientale: è stata attentamente verificata l'assenza di eventuali sversamenti di liquidi in mare, scongiurando così potenziali danni all'ecosistema marino.

Il contesto dell'intervento: Area Marina Protetta

L'intervento di soccorso e recupero si è svolto all'interno della prestigiosa Area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana. Questa zona di grande valore naturalistico rientra pienamente nel territorio di competenza dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero. L'area in questione è specificamente inclusa nel tratto di costa che si estende tra Capo Falcone e Punta Tangone, come stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 2011, numero 83. Questo sottolinea l'importanza della prontezza e della professionalità delle squadre di soccorso in un ambiente così delicato e protetto.