Un tragico evento ha scosso il quartiere di Centocelle a Roma, dove una donna cinquantenne è deceduta in ospedale a seguito di una violenta aggressione. Il principale sospettato è il figlio sedicenne, che avrebbe colpito la madre per poi allertare il 112. La vittima è stata trasportata d'urgenza al Policlinico di Tor Vergata, ma ogni tentativo di salvarla si è rivelato vano, e la morte è sopraggiunta dopo poche ore. Il giovane, che avrebbe da poco compiuto 16 anni, è attualmente ricoverato in un reparto di psichiatria presso il Policlinico Umberto I.
Le prime informazioni indicano che il ragazzo aveva precedenti problemi e, nella ricostruzione dei fatti, emergono anche disturbi di natura psichica.
Il ritrovamento e i primi soccorsi
L'allarme è stato lanciato dallo stesso sedicenne, che ha contattato il 112 per riferire l'accaduto. All'arrivo delle forze dell'ordine, il ragazzo è stato trovato seduto all'esterno del palazzo, con la maglietta macchiata di sangue. Gli agenti hanno poi raggiunto l'appartamento al primo piano, dove hanno rinvenuto la madre in condizioni estremamente gravi. Nonostante fosse ancora viva, le sue condizioni erano disperate. Il trasferimento al Policlinico di Tor Vergata è avvenuto rapidamente, ma la donna è spirata poco dopo.
Il minorenne è stato quindi ricoverato in un reparto di psichiatria, dove si trova piantonato in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria minorile. La sua telefonata al numero di emergenza ha fornito la prima indicazione sulla dinamica dei fatti.
Le indagini per chiarire la dinamica dell'aggressione
Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell'aggressione che ha portato alla morte della donna. Gli investigatori stanno valutando l'ipotesi che la vittima sia stata colpita alla testa, forse con un oggetto contundente, durante una lite. Per questo motivo, nell'appartamento sono stati eseguiti accurati accertamenti da parte della Squadra mobile e della Scientifica, alla ricerca di elementi utili e dell'eventuale arma utilizzata.
Sono stati inoltre acquisiti i telefoni cellulari sia della madre che del figlio, al fine di approfondire la natura del loro rapporto e la sequenza degli eventi che hanno preceduto il tragico epilogo. L'ispezione ha riguardato anche la camera del sedicenne, per verificare la presenza di messaggi o altri indizi collegati all'episodio.
Il contesto familiare e il vicinato
Madre e figlio risiedevano nello stabile di Centocelle da circa tre anni. I vicini di casa, sentiti dagli inquirenti, hanno dichiarato di non aver mai avuto sentore di particolari problemi o tensioni all'interno della famiglia. Nel pomeriggio in cui è avvenuta l'aggressione, nessuno avrebbe udito urla o richieste d'aiuto provenienti dall'appartamento.
La donna era conosciuta nel quartiere per la sua dedizione al lavoro: era impegnata in diversi impieghi, tra cui quello di badante. Il contesto appare dunque privo di segnali premonitori, rendendo l'evento ancora più inspiegabile e drammatico.