Un giovane di 23 anni è stato aggredito sotto casa a Bologna, al rientro dal lavoro, immobilizzato con un taser e successivamente sequestrato in un casolare abbandonato nelle campagne. I fatti, avvenuti nel novembre 2025, hanno portato all'arresto di due individui: un 23enne di origine moldava e un 20enne italiano, entrambi accusati di sequestro di persona e rapina.
La ricostruzione della Squadra Mobile ha indicato che la vittima è stata sorpresa da due aggressori mentre tornava alla propria abitazione. Gli assalitori l'hanno colpita con un taser, bloccandola e legandola con fascette di plastica, con le mani dietro la schiena.
Prima di costringerla a salire in auto, le hanno strappato dal collo una collanina d'oro. Il giovane ha dichiarato di non averli mai incontrati prima dell'episodio.
Il sequestro e l'estorsione delle credenziali bancarie
Dopo l'aggressione iniziale, il 23enne è stato condotto fuori città, in un'area rurale, e trattenuto per ore all'interno di un edificio abbandonato. Nel casolare, la vittima è stata immobilizzata a una sedia, picchiata e costretta a rivelare le credenziali per accedere al proprio portale di home banking. Durante la detenzione, gli aggressori si sono impossessati anche del denaro contante che il giovane aveva con sé.
Al termine della notte, il 23enne è stato riportato a casa, ferito.
Una volta rientrato, è stato nuovamente minacciato con un coltello per consegnare altro denaro presente nell'appartamento. La denuncia della vittima, presentata il 21 novembre 2025, ha avviato gli accertamenti coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della procura.
Le indagini e i collegamenti investigativi
Gli investigatori hanno focalizzato le indagini sulle immagini delle telecamere di sorveglianza vicino all'abitazione della vittima. Dalle riprese è emersa un'autovettura sospetta, transitata nella zona prima e dopo il sequestro. Le indagini hanno incrociato immagini, dati telematici e tabulati telefonici; l'analisi di migliaia di dati ha infine condotto all'identificazione e all'arresto dei due giovani.
Il 23enne di origine moldava risulta coinvolto anche nel sequestro di un operaio, avvenuto a settembre a San Lazzaro di Savena. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.