Amanda Knox è tornata a parlare della vicenda che l’ha coinvolta dopo l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia. Nello studio di Verissimo, l’intervista con Silvia Toffanin, in onda domenica 27 settembre 2026 alle 16.30 su Canale 5, ha visto la Knox rispondere alle critiche della famiglia Kercher in merito allo spettacolo Cartwheel.

La Knox ha espresso comprensione per il dolore della famiglia, che ha perso una figlia e una sorella in un modo atroce, e ha riconosciuto la loro giustificata rabbia. Tuttavia, ha aggiunto di essere dispiaciuta che si sentano «feriti dalla persona sbagliata».

Questa è stata la prima apparizione televisiva di Amanda Knox insieme al marito Christopher e ai loro figli, Eureka ed Echo.

Nel corso del confronto televisivo, l’intervista ha toccato anche le polemiche suscitate dal suo recente spettacolo di stand-up comedy, Cartwheel. Amanda Knox ha ribadito con fermezza: «Non faccio ironia su un omicidio». Ha inoltre definito «falsa» l’idea che il suo messaggio possa in qualche modo normalizzare la violenza contro le donne. Nel suo intervento, ha collegato la propria storia a quella di Meredith Kercher, richiamando esplicitamente il nome di Rudy Guede come responsabile della violenza e dell’uccisione della studentessa.

Il legame con Raffaele Sollecito e il viaggio a Gubbio

L’intervista ha offerto un momento di riflessione anche sul rapporto con Raffaele Sollecito, suo fidanzato all’epoca del delitto. Amanda Knox ha affermato che tra loro persiste un profondo affetto. Ha rievocato un significativo viaggio a Gubbio, compiuto dopo il suo ritorno in Italia, un percorso che i due avrebbero dovuto fare insieme proprio la mattina in cui si consumò il tragico evento. Nel suo racconto, Sollecito spingeva il passeggino della figlia della Knox quando un artista di strada, ignaro della loro storia, gli chiese se la bambina fosse sua. Alla risposta negativa di Sollecito, la Knox ha confessato di aver pensato in quel preciso istante a come le loro vite avrebbero potuto prendere una piega completamente diversa.

Le scuse a Patrick Lumumba e la condanna per calunnia

Un altro passaggio cruciale dell’intervista ha riguardato Patrick Lumumba, l’uomo che Amanda Knox aveva accusato dell’omicidio e che fu successivamente prosciolto, risultando completamente estraneo alla vicenda. La Knox ha ricordato di avergli rivolto le sue scuse per le gravi conseguenze subite, tra cui il periodo di detenzione, la perdita del suo locale e altri danni personali significativi. È per questa accusa infondata che Amanda Knox è stata condannata per calunnia.

A chiudere il quadro dell’intervista, è intervenuto anche il marito di Amanda Knox, Christopher. Descrivendola come «la persona più coraggiosa che conosca», ha espresso il suo profondo orgoglio per lei, sottolineando il suo sostegno in questo percorso di riaffermazione pubblica.